CASSINO. Fusti di Botulino provenienti con grande probabilità da un laboratorio di sierologia del Nord Italia e seppelliti a venti metri di profondità in un terreno poi adibito a pascolo. Sono questi i risultati di un’indagine senza precedenti e che ha del clamoroso. Indagine che da alcuni anni stanno portando avanti la Procura di Cassino e  la Guardia di Finanza del gruppo di Cassino. I militari del colonnello Roberto Piccinini, comandante provinciale della Fiamme Gialle locali, coordinati dal colonnello Massimiliano Fortino e sotto le direttive del procuratore Luciano D’Emmanuale, hanno ricostruito venti anni di scellerato smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalla Lombardia. Nei verbali di interrogatorio si leggerebbero dichiarazioni sconcertanti da coloro che avrebbero partecipato all’interramento dei rifiuti. “Abbiamo scavato buche di notte profonde anche trenta metri”. Il tutto effettuato su di un terreno di proprietà di anziani emigranti che vivono in Scozia. indagini-cassino-web

I primi sospetti delle gente del posto sono emersi quando gli animali da cortile presenti in quell’area hanno iniziato a morire in pochi istanti e dopo aver bevuto, a quanto pare, l’acqua di un canale. Dopo gli animali è toccato agli uomini. In molti, di quella zona del cassinate, sono stati colpiti dalla stessa malattia. Sulla questione e sui dati che stanno emergendo dalle indagini, sono intervenuti anche diversi amministratori di Cassino. Uno su tutti, l’assessore all’ambiente Riccardo Consales, che ha parlato di una situazione che in qualità di ambientalista aveva denunciato già per anni. Per ora l’amministrazione di cui è componente l’assessore ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso dei pozzi e il pascolo degli animali nell’area dove nel corso degli anni sarebbero stati interrati rifiuti pericolosi per la salute pubblica. Red. News.

FONTE: http://www.iltempo.it/cronache/2016/02/29/boom-di-tumori-trovati-i-veleni-nascosti-cassino-1.1514083