RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA LORENZO COIA (SINDACO DI FILIGNANO-IS).

 Alla fine ha prevalso il buonsenso – questa la dichiarazione del Sindaco Coia – dopo due assemblee cittadine in paese ed una a Parigi tra i nostri cittadini emigrati , una consultazione popolare attraverso una manifestazione di voto , i cittadini di Filignano hanno autorizzato l’Amministrazione comunale a rispondere affermativamente alla sollecitazione pervenuta dal Prefetto Guida , nell’incontro del 27/01/2017, e dal Presidente ANCI Sciulli di sottoscrivere l’accordo per l’adesione allo SPRAR.

Tale accordo prevede una clausola si salvaguardia che fa salvo il Comune che aderisce spontaneamente allo SPRAR, con una accoglienza del 1% calcolato sui residenti , ovvero 8 migranti massimo, dall’arrivo di ulteriori migranti attraverso bandi riservati ai Centri Accoglienza Temporanei ( CAT ) gestiti dai privati.

Il nostro Comune- ha proseguito il primo cittadino – ha conservato le sue velleità turistiche : è uno dei 5 comuni molisani del PNALM, ha un campo di Golf a 9 buche unico in Molise, ha un albergo di proprietà comunale che a breve tornerà a riaprire dopo 14 anni di chiusura, ha una consolidata manifestazione musicale in ricordo di Mario Lanza, ha una nuova attrattiva turistica nella riscoperta dei vecchi sentieri tra i muri a secco percorribili con mountain bike, ha un panorama naturalistico incantevole delle MAINARDE.

Queste attrattive sono però compatibili con una moderata presenza di immigrati  1 %  che si va ad aggiungere alla già numerosa presenza di cittadini stranieri 55 ovvero 8.5 % della popolazione residente che caratterizza Filignano come Comune multietnico e multiculturale oltre che patria di emigrati in ogni paese del continente.

Una ripartizione equa tra i 52 Comuni della nostra provincia rappresenta una scelta cosciente di fronteggiare questo fenomeno con le necessarie misure di integrazione nella comunità di accoglienza attraverso un controllo pubblico e politiche inclusive. Le esperienze di lavori socialmente utili, forme di scambio culturale di tradizioni e saperi, possibilità di integrazione scolastica o percorsi linguistici, esperienze di percorsi formativi possono essere di aiuto anche per i paesi ospiti.

La battaglia della rinascita delle aree interne parte proprio dalla necessità di ripopolarle e continuare a farle vivere ma senza la presenza umana e delle giovani generazioni ogni sforzo resterà vano.