A San Pietro Avellana gli uomini dell’Arma incontrano gli anziani per la prevenzione alle truffe.

ISERNIA E PROVINCIA. Una vasta operazione  è stata portata a termine dai Carabinieri in tutto il territorio della provincia di Isernia, così come predisposto dal Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, finalizzata al controllo delle attività di “compro oro”. Militari delle Stazioni territorialmente competenti, in collaborazione con personale dei Nuclei Operativi e Radiomobile delle Compagnie di Isernia, Venafro ed Agnone e quelli del Nucleo Investigativo Provinciale, hanno proceduto ad accertamenti presso le suddette attività, sia di natura amministrativa per riscontrare eventuali irregolarità legate alle licenze di vendita, con particolare attenzione dei certificati di vendita dei preziosi, nonché alla verifica dei registri giornalieri di carico e scarico della merce, sia con l’obiettivo di verificare eventuali traffici illeciti, quali casi di riciclaggio di refurtiva o comunque commercio di preziosi rubati nelle abitazioni private e che poi potrebbero essere rivenduti ai “compro oro”.

Per quanto concerne i controlli amministrativi in un caso è stata riscontrata la mancata presentazione degli strumenti per la pesatura alla revisione periodica per la quale l’attuale normativa prevede una sanzione amministrativa che va dai cinquecento ai millecinquecento euro, mentre al momento non sono stati comunque riscontrati casi inerenti eventuali attività di ricettazione.

 Continuano gli incontri dei Carabinieri  presso le parrocchie della provincia di Isernia, al fine di informare in particolare gli anziani, ritenute tra le vittime più vulnerabili, sui pericoli delle truffe e sui consigli di come evitarle. L’ultimo intervento in ordine di tempo si è tenuto presso la chiesa di S.S. Apostoli Pietro e Paolo, nel comune di San Pietro Avellana, dove il comandante della locale Stazione Carabinieri, Luogotenente Antonio Gasbarro, ha illustrato a circa una trentina di partecipanti, un vademecum, pubblicato di recente, quale valido supporto per evitare di rimanere vittime di raggiri di vario genere, e che è stato distribuito in copia a tutti i presenti. I consigli sono sempre gli stessi, vale a dire quelli di non aprire la porta di casa agli sconosciuti anche se si qualificano come appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati o dichiarino di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità (Enel, Inps, fornitura Gas, Telecom, etc.). Nessun Ente manda personale a casa per il pagamento in contanti di bollette o per rimborsi. E comunque in caso di dubbio non esitare a chiamare il numero di emergenza “112”, senza formulare alcun prefisso.