Passa la mozione che impegna il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore ai Molisani nel Mondo a prendere contatti con il Ministero degli Esteri italiani per la crisi in Venezuela, che da tempo mette a rischio anche i nostri corregionali. Il tentativo è di mettere in piedi un corridoio umanitario che renda più agevole il rientro in Italia e in Molise dei nostri corregionali.

Siamo preoccupati per quanto sta accadendo in Venezuela” l’intervento in aula dell’assessore ai Molisani nel Mondo, Vincenzo Cotugno “quella che qualche anno fa era cominciata come una crisi umanitaria dovuta alle scelte liberticide del regime chavista, si è oggi trasformata in una vera e propria crisi istituzionale.

 Una crisi che rischia di sfociare in guerra civile, con due fazioni contrapposte che stanno cercando alleanze all’interno e all’esterno del loro Paese nel tentativo di imporsi definitivamente. Come sempre accade in simili circostanze, a farne le spese è la gente comune! Tra quanti vivono questo dramma umanitario, ci sono anche migliaia di immigrati e figli di immigrati molisani, una comunità numerosa che, in parte, ho avuto modo di conoscere negli anni scorsi; anche attraverso varie occasioni ed eventi che hanno segnato, all’epoca, la mia attività di Presidente del Consiglio regionale del Molise. Nel corso della Giornata regionale dell’Emigrazione Molisana nel Mondo, nel 2017” ricorda l’assessore Cotugno “fu conferita l’onorificenza di Ambasciatore dei Molisani nel Mondo al professor Michele Castelli, una figura che si è sempre distinta per valore scientifico, competenza professionale e rigore culturale…docente universitario di fama internazionale, studioso dei comportamenti linguistici degli italiani in Venezuela, e ancora residente a Caracas; con lui ebbi modo di confrontarmi su quella che già due anni fa era una situazione drammatica e con il quale avviamo un primo tentativo di promuovere forme di scambio e di soccorso con la Comunità molisana in Venezuela.

Il governo di Maduro, attualmente contestato dal presidente Guaidò, nega che nel Paese sia in atto una crisi umanitaria. Anzi: chi trasporta pacchi di viveri è accusato di contrabbando e finisce in carcere. Parliamo di un popolo che ha bisogno di beni di prima necessità, di assistenza per anziani e disabili, di orfanotrofi, dove negli ultimi tempi i bambini stanno rapidamente aumentando: sempre più famiglie abbandonano i figli, perché non riescono a mantenerli.

Le medesime drammatiche storie ho ascoltato parlando con altri italo-venezuelani rientrati in Molise come la famiglia Farinacci rientrata nel Comune di Scapoli e presentatami dal sindaco Sparacino.

 Una famiglia straordinaria, che ha avuto la fortuna di lasciare il Venezuela proprio qualche giorno prima che cominciassero gli ultimi tumulti e che oggi cerca, come altre famiglie stanno facendo, di ricostruirsi qui in Molise una vita normale.

Attraverso l’Assessorato regionale ai Molisani nel Mondo” afferma Cotugno “con la Dirigente e i preziosi funzionari in servizio, abbiamo dato supporto tecnico/amministrativo a tale famiglia, accompagnandola nei meandri della burocrazia italiana cercando di restituire loro un minimo di serenità nella loro terra d’origine, dopo tante peripezie e difficoltà…da questa ed altre piccole esperienze, posso suggerire che l’istituzione di uno sportello Emergenza Venezuela, coordinato dall’Ufficio competente e partecipato nell’azione di raccordo con il territorio da tutti i soggetti attivi su tale tema, potrebbe rappresentare un primo passo significativo, utile oltre funzionale. La questione è stata posta recentemente anche in occasione dell’Assemblea Plenaria di tutti gli Italiani nel Mondo svoltasi a Roma presso il Ministero degli Esteri, proprio lo scorso mese di novembre 2018, dedicando una intera sessione alla crisi venezuelana.

 Per un’emergenza di queste proporzioni serve una mobilitazione TOTALE che coinvolga in primis lo Stato, poi le Regioni e di certo i Comuni per ottenere un’attenzione adeguata e trovare delle soluzioni di solidarietà possibili, concrete e tempestive. Dunque, è da tempo, prima ancora che la crisi diventasse oggetto di attenzione mediatica, che mi sto occupando di queste vicende e vi dico che i problemi sono notevoli. Intanto, il fatto che il Venezuela non ammette lo Stato di Crisi impedisce alle agenzie umanitarie internazionali di intervenire in modo ufficiale e massiccio” sottolinea l’assessore Cotugno “Contemporaneamente quanti vorrebbero rientrare in Italia hanno difficoltà ad uscire dal Paese…difficoltà non solo tecniche, amministrative e logistiche…ma anche e soprattutto economiche…l’enorme svalutazione monetaria rende assai difficoltoso acquistare un biglietto aereo, anche per coloro che fino a qualche tempo fa erano persone abbienti ed economicamente forti. Ecco perché sono d’accordo con le richieste avanzate dai colleghi Matteo e Cefaratti: dobbiamo agire con convinzione, anche affiancando le Associazioni, le ONG, i Comitati che nel frattempo si sono attivati, chiedendo alla Farnesina di creare un vero e proprio corridoio umanitario che consenta ai nostri corregionali che vogliano rientrare in Molise di farlo. La mia proposta è quella di sottoscrivere un protocollo con tutti i Comuni interessati affinché le amministrazioni locali, d’intesa con Assessorato regionale dei Molisani nel mondo, possano mappare i venezuelani presenti in regione, quindi verificare quante disponibilità abbiamo in termini di alloggi. La solidarietà è un principio fondamentale e noi non intendiamo sottrarci al dovere morale di soccorrere i tanti figli e nipoti di molisani residenti in Venezuela e che oggi rischiano la vita…non dimentichiamo i tragici fatti di Maracaibo… Pertanto  ritengo di poter esplicitare una serie di interventi del tipo:

  • Sollecitare il Coordinamento delle Consulte Regionali e quindi i Presidenti delle Regioni a condividere e sottoscrivere una nota per chiedere al Sottosegretario agli italiani nel mondo di attivarsi affinché il Ministero degli Esteri adotti misure per affrontare l’emergenza in Venezuela, sostenendo direttamente le spese di rimpatrio di chi vista la situazione di pericolo intende rientrare nella terra di origine, agevolando le pratiche Consolari per il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi ne ha diritto, e favorendo gli aiuti umanitari individuando canali leciti di ingresso di medicine e beni di prima necessità;
  • Effettuare una ricognizione dei rimpatriati nel territorio molisano e delle loro necessità attraverso i Comuni chiamati ad affrontare il problema della prima accoglienza;
  • Istituire un Tavolo permanente di lavoro tra Servizi regionali, Prefettura, Provveditorato agli studi, Ambiti Territoriali Sociali, Comuni, IACP, Patronati  e Istituzioni di volontariato per favorire l’inserimento sociale, scolastico, lavorativo e linguistico nella Regione;
  • Creare uno Sportello di accoglienza dei rimpatriati per aiutarli nell’espletamento delle pratiche amministrative richieste per il loro reintegro in Molise, eventualmente con la stampa di vademecum esplicativi degli adempimenti da fare, luoghi e contatti.

 Per far fronte a tali necessita, d’intesa con il Servizio competente per materia” conclude l’assessore Cotugno “abbiamo proposto la modifica della Legge regionale n. 12 del 2015 al fine di poter appostare risorse economiche finalizzate a finanziare interventi che si rendessero necessari per fronteggiare situazioni di crisi nei vari Paesi del Mondo dove sono presenti nostri corregionali”.

 Vincenzo Cotugno