RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA CONSGLIERE REGIONALE FILOMENA CALENDA.

Sono trascorsi 17 anni da quel tragico 31 ottobre 2002, quando 27 bambini, la loro maestra hanno perso la vita. Erano le 11.32 e un’intera generazione é stata seppellita sotto le macerie di un terremoto che ha devastato il cuore e gli animi non solo di un piccolo paese, ma di una nazione intera.

Ricordo perfettamente gli attimi che seguirono. Nitidi sono ancora oggi i ricordi di quelle lacrime amare. Riecheggiano nel mio cuore ancora gli applausi di gioia quando i vigili del fuoco, gli angeli di quei  momenti tragici, accompagnavano i piccoli superstiti tra le braccia delle loro mamme.

È difficile parlare di San Giuliano di Puglia, senza un nodo in gola. Mai nessuna comunità dovrebbe vivere la drammaticità di quei momenti.

Ed è per questo che tutti noi abbiamo la responsabilità di garantire ai nostri figli un futuro sereno ed è per questo che è necessario avere ben chiara la situazione dello stato di salute degli edifici scolastici e di tutte quelle strutture che ospitano i ragazzi. Ogni goccia, anche la più piccola alimenta il mare delle buone pratiche. Ho ritenuto doveroso e per questo ringrazio, ancora oggi, i miei colleghi di maggioranza e minoranza, che hanno recepito con profonda responsabilità la Pdl, oggi legge, che offre concretezza alla volontà di sensibilizzare tutti noi sulla cultura della sicurezza.

La Pdl 25 modifica l’art. 1 della legge istitutiva della Giornata della Memoria. In questa drammatica circostanza è giusto che la giunta regionale relazioni e dunque porti a conoscenza dei cittadini molisani quanto si è fatto per garantire la sicurezza degli edifici scolastici.

È una goccia, ne sono consapevole, ma è anche vero che da parte nostra c’è tutta la volontà di migliorare e potenziare quanto di buono c’è.

Il mio abbraccio per questo giorno triste va alle mamme, ai papà e ai parenti degli angeli di San Giuliano di Puglia. Nei prossimi giorni, mi sono ripromessa, come presidente di IV Commissione vorrei incontrare i piccoli superstiti, oggi giovani adulti, che hanno dovuto  convivere con i ricordi difficili di quei momenti. A loro vanno i miei più sentiti complimenti per aver gestito con accurato decoro il profondo dolore.