Gli sforzi fatti dai Lavoratori della Unilever di Pozzilli possono essere vanificati da strategie più complesse che ruotano intorno all’Economia Industriale.

L’impegno Sindacale per abbattere i costi volti a recuperare marginalità sul prezzo del prodotto di Pozzilli è stato importante tanto quanto la grande maturità dimostrata dai Lavoratori, i quali hanno aggiunto Professionalità e Flessibilità utili per combattere la concorrenza spietata tra le fabbriche appartenenti allo stesso gruppo.
Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e, per questi motivi, Pozzilli avrà nell’anno 2020 un costo produttivo più “leggero” di oltre 2 milioni di euro e una flessibilità organizzativa che rende possibile aumentare i volumi utili all’economia della marginalità, oltre che a soddisfare le richieste del mercato sempre più frenetico.
La Cisal Molisana, da un lato è pienamente soddisfatta per gli obiettivi raggiunti, che dimostrano grande capacità nel dare risposte alle esigenze aziendali, dall’altro lato condivide la forte preoccupazione che si sta diffondendo nello stabilimento e sul territorio, per situazioni che devono avere chiarimenti precisi ed immediati.
Presso Federchimica, il 30 ottobre ultimo scorso, si è discusso e condiviso “l’Agenda per lo sviluppo del capitale umano di Unilever nell’Industria 4.0”.
Tale progetto che avrà una durata di 24 mesi, vuole anticipare il processo di trasformazione tecnologica e organizzativa dei siti in Fabbriche Digitali, per garantire l’occupabilità dei lavoratori, attraverso la loro riqualificazione professionale. Ciò anche in coerenza all’art. 47 del CCNL, sottoscritto il 19 luglio 2018.
Il Progetto Pilota sarà fatto a Casalpusterlengo.

Unilever, negli ultimi trent’anni, ha investito nuove risorse in Europa, nei paesi dell’est e contestualmente ha iniziato la Politica della Razionalizzazione dei costi attraverso la chiusura di Siti e/o fabbriche in Germania, Olanda, Francia, Spagna e Portogallo. Dopo aver “cercato” sinergie con strategie di competizione tra fabbriche appartenenti allo stesso gruppo, ora, seguendo il filo logico a noi, da loro, trasmesso, dovremmo essere all’atto finale: uno stabilimento in Italia, tra Casalpusterlengo e Pozzilli.
Dobbiamo capire!! Non vogliamo assistere a progetti finanziati per trasferire i prodotti di Pozzilli!
Invochiamo un tavolo allargato con tutte le sigle sindacali, Assindustria Molise, la Regione Molise, la Provincia di Isernia e il Consorzio Industriale.
Ognuno ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità. Parliamo di 500 famiglie in ansia!
Dopo trent’anni, il Consorzio Industriale è praticamente un deserto.
Le infrastrutture sono peggiorate e le politiche economiche per il mezzogiorno sono scomparse.

Pozzilli, 07.12.2019
Antonio Martone