RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MOVIMENTO CINQUE STELLE MOLISE

La mancanza di visione e l’immobilismo della Giunta regionale stanno bloccando lo sviluppo del territorio e accentuando lo spopolamento. Al di là delle oggettive difficoltà economiche e finanziarie in cui versa la Regione Molise appare assurdo che a distanza di quasi due anni dall’insediamento non si sia riuscito a fare nulla di concreto per questa terra e ancor più grave è il fatto che non si sia riuscito a creare un minimo di speranza di un futuro migliore per chi in questa stessa terra vorrebbe restare.

Quanto accaduto in Consiglio regionale su Campitello Matese è l’ennesimo esempio di come su molti temi si navighi a vista senza avere una visione strategica di futuro e senza un minimo di interlocuzione con il territorio: con i sindaci, con gli operatori economici e sociali, con i cittadini.

La riprova l’abbiamo con la riforma del trasporto pubblico, con il piano strategico del turismo, con il comparto montagna e con la perimetrazione del Parco nazionale del Matese.

Proprio sul Parco, cercando di replicare quanto accaduto per Campitello, abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio monotematico per discutere nel dettaglio le tante perplessità connesse alla proposta di perimetrazione avanzata dalla Giunta. La bozza che l’assessore regionale Cavaliere ha inviato al Ministero dell’Ambiente sembra essere realizzata da un assessore all’Industria piuttosto che dall’assessore con delega alla tutela ambientale.

Ci sono aree immotivatamente escluse e mi riferisco a Campitello Matese, già considerata area di interesse comunitario, al cosiddetto ‘corridoio’ di collegamento con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, o all’Oasi WWF di Guardiaregia che vi è inserita solo in parte.

Sono tanti i dubbi che meritano risposta. Per questo motivo, replicando il percorso di concertazione con le amministrazioni locali, seguito per la questione di Campitello Matese, prima del Consiglio monotematico, mi farò promotore di richiedere una serie di audizioni in Seconda Commissione consiliare con gli enti locali, con WWF, Legambiente e altre associazioni. Questo perché solo coinvolgendo i diretti interessati si può giungere ad una soluzione chiara, condivisa e scongiurare l’ennesimo disegno calato dall’alto.