RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA PAOLO DE SOCIO CGIL MOLISE

Nel bel mezzo dell’emergenza pandemica da buoni molisani non ci facciamo mancare nulla. L’elenco consuntivo da fare n  questo ennesimo black friday sarebbe lunghissimo: dati sul contagio e proposte su come affrontarlo in Regione che ormai sono equiparabili a bollettini meteo (ma non di quelli moderni…piuttosto  di quelli proposti ai tempi dell’interpretazione “erniale”  e delle streghe…) affidati alla narrazione delle emittenti locali; individuazione  delle strutture sanitarie per affrontare l’emergenza senza programmazione chiara; appello dei medici in prima linea che annunciano il rischio di gestione non solo dell’emergenza COVID ma anche delle prestazioni di emergenza ordinaria; nebulosa sull’organizzazione dell’erogazione della Cassa Integrazione e ritardi nel praticare auspicabili accordi garantiti per le anticipazioni con gli Istituti di Credito; incognita sulla ripresa dei settori produttivi e del settore edilizio; differenziazione territoriale anche per l’apertura degli esercizi tipo i supermercati (affidati alla sensibilità…o all’insensibilità…del Sindaco di turno) metodo centralista e autoreferenziale per affrontare argomenti che necessiterebbero, invece, di condivisione con sindacati e intero partenariato per la gestione dell’emergenza di oggi ma anche per preparare il futuro (e l’elenco sarebbe ancora lungo).

Questo materiale basterebbe, in tempi normali, per far vivere una piattaforma politico/sindacale alternativa e per avanzare la richiesta, magari con una grande manifestazione di massa, di far traballare  un bel po’ di apparato Regionale, in primis, di quello in capo al Governatore che è  tra i maggiori protagonisti delle scelte perpetrate in questi giorni.

Invece cosa accade ? ? ? Con un’alchimia politica degna di periodi foschi  si mette il Molise nella condizione di trovarsi senza Giunta e quindi anche senza referenti Istituzionali con i quali  pur si era trovata una interlocuzione a singhiozzo e con i quali si era sottoscritto qualche necessario (indispensabile) accordo nelle scorse settimane.

Una scelta condivisa viene riferito dal Presidente Toma alla stampa. Ma condivisa da chi ??? Condivisa, forse,  nel solito Palazzo nel quale non si riescono a far quadrare i conti e nemmeno i numeri della maggioranza. Oggi,probabilmente, anche a qualche Consigliere di quella stessa maggioranza appare più chiaro il richiamo fatto dal sottoscritto in nome della CGIL nei giorni scorsi: un richiamo che – in sintesi –  per l’ennesima volta invitava al senso di responsabilità- quello si condiviso –  e al rinvio delle ostilità  e dei distinguo al “dopo emergenza”. Proposta che è stata rilanciata nelle diverse sedi, anche Istituzionali, perfino dall’opposizione per voce del gruppo del  Partito Democratico  Regionale.

La CGIL, nei pochi incontri avuti con diversi assessorati nell’immediato post crisi, aveva già chiesto di fornire un quadro completo delle risorse ancora disponibili nelle casse regionali da poter aggiungere a quelle che sono arrivate e arriveranno per emanazione dei provvedimenti nazionali.

Allo stato attuale, con i giochi di prestigio che saranno proposti nei prossimi giorni in Consiglio Regionale, si annuncia invece un piano “straordinario” elaborato non si capisce bene da chi (ma condiviso???) nelle segrete stanze.

Ancora una volta un teatrino politico del quale i molisani, i lavoratori e i loro rappresentanti, sono stufi.  La ripresa sarà dura per tutti ma, con questi presupposti, la renderemo dura anche a chi sta praticando strani percorsi politici e scelte solitarie senza plausibili ragioni.

In questa circostanza saremo contenti se l’errore lo stessimo commettendo noi e se chi sta governando i diversi processi stia facendo bene. Bene nell’interesse di lavoratrici, lavoratori, realtà produttive e cittadini molisani. Saremo contenti se chi sta governando sarà promosso in tutte le materie : LAVORO, SANITA’,SOCIO/ECONOMIA,FAMIGLIA,IMPRESE, TURISMO,AGRICOLTURA…

Resterà la constatazione di un metodo irricevibile  – DA ZERO IN CONDOTTA –  del quale, in ogni caso, chiederemo conto.