Già in passato la Regione Lazio aveva tentato di introdurre l'aumento del numero dei cacciatori attraverso il calendario venatorio ricevendo delle solenni bocciature da parte del TAR Lazio e del Consiglio di Stato davanti al quale le associazioni di protezione ambientale erano state costrette a presentare ricorso. In particolare l'Ordinanza del Consiglio di Stato del 14 dicembre del 2018 aveva sancito un principio fondamentale: "(...) proteggere l'habitat di una specie protetta, come l'Orso bruno marsicano, in zone limitrofe al Parco Nazionale d'Abruzzo, deve ritenersi senza dubbio prevalente sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità di cacciatori nell'esercizio dell'attività venatoria"