Una nuova mannaia renderà ancora più precario il diritto alla salute nel bassomolise. In particolare delle donne su un bacino territoriale di oltre 40 mila abitanti.

Sono coloro che si rivolgono al consultorio familiare di Termoli. Che dal primo agosto da servizio socio – sanitario rischia di trasformarsi in uno solo sanitario.

Infatti al Consultorio di Termoli, dopo il pensionamento delle assistenti sociali e della psicologa ( che rappresentano in toto la parte relativa all’assistenza sociale), restano in servizio soltanto un’ infermiera, un’ ostetrica e una ginecologa che garantiscono invece la parte medica per la quale le donne si rivolgono alla struttura.

Ma non a servizio completo ma per un giorno e mezzo a settimana. Potendo quindi seguire in maniera discontinua le donne, ma anche le adolescenti che si rivolgono a un servizio pubblico che dovrebbe essere per tutti e in qualsiasi momento.

Questa situazione preoccupa molto l’ onorevole Giuseppina Occhionero e le donne di Italia Viva Molise che registrano drammaticamente la lesione di diritti, che dovrebbero essere garantiti grazie alla legge numero 405/ 1975, che istituisce i consultori pubblici.

Quarantacinque anni dopo nel bassomolise si rischia di veder negato un diritto fondamentale. Che già da anni veniva assicurato a metà. Questo perché a Termoli era già impossibile accedere all’ applicazione della Legge 194/ 78 sull’ aborto, per la quale le donne della passata generazione si sono tanto battute. Tutto questo perché l’ ospedale San Timoteo é già sfornito da anni di un ginecologo non obiettore di coscienza.

Ora senza assistenti sociali e psicologi diventa impossibile anche sostenere la donna dal punto di vista emotivo. Ci si rivolge, infatti al Consultorio familiare, non soltanto per casi di gravidanze. Ma anche semplicemente per accedere a terapie psicologiche che, in caso di indigenza economica, è impossibile sostenere da un terapista a pagamento. Gli adolescenti perderanno un servizio pubblico al quale rivolgersi in caso di difficoltà familiari, la possibilità di intraprendere percorsi di prevenzione di gravidanze indesiderate per evitare di dover poi ricorrere all’ aborto.

Un consultorio per funzionare secondo i termini di legge deve essere fornito di diverse professionalità: assistente sanitario, assistente sociale, dirigente di comunità, educatore, ginecologo, infermiere, ostetrico, psicologo, puericultore.

” Senza tutte queste figure – il grido allarmato- il consultorio cessa di esistere. Non poter garantire la salute pubblica alle donne di una fetta di popolazione così ampia come quella bassomolisana, é andare in senso opposto a quello dei bisogni delle cittadine molisane. Chiediamo quindi all’ Asrem l’ immediata sostituzione delle figure che saranno poste in pensione, in modo da continuare a garantire i diritti di tutta la popolazione che si rivolgerà in futuro al consultorio familiare di Termoli”.