Dopo una serie di comunicazioni, scritte e video, volte a screditare l’immagine della sottoscritta nel tentativo di arginare la fuga degli iscritti, mi vedo costretta ad “uscire allo scoperto” per difendere nove anni di duro lavoro e di studio costante, un impegno al servizio degli iscritti del territorio e non solo, che ci aveva consentito – come struttura territoriale – di raggiungere risultati importanti in termini di visibilità, di riconoscimento della qualità degli interventi a favore del settore, oltre che in termini percentuali del numero degli iscritti e del consenso ottenuto in occasione dell’ultima campagna per le elezioni delle Rappresentanze Sindacali all’interno degli istituti scolastici.

Riassumo brevemente le vicende che hanno mi hanno portato a dimettermi da segretario regionale di ANIEF Molise e, successivamente, a decidere di continuare a fare sindacato con un’altra associazione.

Sono entrata a far parte di ANIEF nel 2011, un’associazione del comparto scuola che in soli dieci anni è riuscita a diventare rappresentativa in uno dei settori lavorativi più complessi e problematici.

L’associazione sindacale è cresciuta rapidamente grazie all’entusiasmo, alla determinazione, al duro lavoro, alle idee innovative e allo spirito di collaborazione e condivisione e nonostante le sfide e i pericoli derivanti da ritmi di crescita piuttosto serrati.

Raggiunte dimensioni di tutto rispetto e il traguardo più importante, al momento di adeguare gestione e organizzazione alle nuove dimensioni e ai nuovi obiettivi, parte del patrimonio di esperienza, professionalità e relazioni accumulato lungo il cammino è stato “dismesso”, i problemi tipici della crescita vertiginosa non sono stati affrontati né risolti con decisione, la scelta delle persone e degli strumenti più adeguati per affrontare le nuove sfide ha seguito altre logiche, che sarebbe improprio definire “criteri”.

La selezione meritocratica misurata sui risultati di lungo periodo non è stata più un’opzione, come non lo è stata la condivisione democratica e trasparente del processo decisionale. Sono venute meno la disponibilità all’interlocuzione, alla mediazione, la fondamentale capacità di apprendere dagli errori e rinnovarsi di continuo, conservando il meglio, eliminando il superfluo, accogliendo il pluralismo dei contesti, affiancando alla forza propulsiva centrale e diffusa, l’efficacia e la tempestività nella soluzione dei problemi concreti e locali, l’equilibrio della dialettica tra centro e territori. Il sindacato è il territorio o non è.

Non condividendo più le modalità del processo decisionale, i criteri adottati, nonché lo stile comunicativo e relazionale di persone che ricoprono ruoli importanti all’interno dell’organizzazione, dopo aver espresso chiaramente il mio punto di vista sul processo di riorganizzazione, non restava altra opzione che interrompere, mio malgrado, il cammino percorso insieme. Ho presentato le mie dimissioni, ho chiesto la revoca immediata del distacco sindacale e sono rientrata in servizio già dalla prima metà del mese di luglio, libera di intraprendere altre strade, qualora non avessi voluto disperdere il bagaglio di competenze e conoscenze accumulato, restando disponibile per tutti coloro che ho seguito in questi lunghi anni tutte le volte che ne hanno avuto necessità.

La scelta è caduta su un’organizzazione rappresentativa nel pubblico impiego, la Federazione Italiana Lavoratori Pubblici (FLP), che si è mostrata sin da subito un interlocutore corretto, competente e disponibile ad avviare la struttura territoriale del settore scuola, nel rispetto dell’autonomia, della condivisione e della partecipazione alle scelte da parte di tutti i collaboratori.

La reazione di ANIEF alle dimissioni della quasi totalità dei collaboratori molisani è stata violenta e, nei miei confronti, ha assunto le caratteristiche di un vero accanimento con azioni mirate a screditare, a insinuare, a rappresentare i fatti in maniera distorta in assenza assoluta di contraddittorio. Avrebbe ANIEF preferito che il responsabile regionale avesse continuato a gestire la struttura territoriale e a rappresentare le sue istanze pur essendo venuto a cadere completamente e dichiaratamente il rapporto fiduciario? Il presidente nazionale ha sempre ribadito che chi non è contento è bene che vada via e che c’è sempre qualcuno pronto a sostituirlo. Se, però, gli iscritti seguono chi sceglie altre strade, sarebbe il caso di sostituire l’analisi delle cause all’accanimento persecutorio.

Questo comunicato ha, dunque, il solo scopo di chiarire definitivamente la mia posizione e contrastare una falsa rappresentazione della vicenda diffusa agli iscritti della regione all’interno di comunicazioni, peraltro tardive rispetto alle necessità dell’utenza, che avrebbero dovuto esclusivamente indicare la nuova organizzazione regionale ai fini dell’accesso al servizio di consulenza.

Sara Angelone

Coordinatore territoriale FLP scuola.