Riceviamo e pubblichiamo da senatore Fabrizio Ortis – M5S

La gestione dei tamponi per la ricerca del Sars Cov-2 in provincia di Isernia, nelle ultime settimane di emergenza sanitaria, ha assunto connotati kafkiani, quasi da tregenda. L’Asrem non riesce a gestire l’aumento dei test a causa del poco personale, con conseguenti ritardi nella consegna dei risultati, screening processati male che vanno ripetuti, carenze organizzative nel tracciamento dei contatti. E tutto questo avviene, da quanto si apprende, con i vertici aziendali che non forniscono adeguate e puntuali risposte a chi ha bisogno, compreso il recente caso avvenuto presso il Tribunale di Isernia che richiederebbe quanto meno le scuse, da parte di chi di dovere”.

È duro il portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato, Fabrizio Ortis, dopo il caos tamponi in Molise da una settimana a questa parte. “Innanzitutto bisognerebbe potenziare le postazioni dove fare i tamponi molecolari sul territorio – tuona il senatore – visto che in questi giorni abbiamo assistito a code di 200 persone ad attendere per ore per fare i test a Venafro, mentre all’ospedale di Isernia ancora non è stato attivato nulla, nonostante le rassicurazioni. Non solo: pare che oltre un centinaio di persone siano state costrette a ripetere il tampone, fatto una prima volta la settimana scorsa, dopo averne atteso l’esito invano per 4-5 giorni. Molte di loro si erano recate spontaneamente a fare il test, senza essere state chiamate dall’Azienda sanitaria: dunque, senza essere sottoposte a misure di isolamento fiduciario. Orbene, se alcune fossero risultate positive, benché asintomatiche, e lo avessero scoperto solo al secondo tampone, avrebbero inconsapevolmente infettato chissà quante altre persone in giro, a causa di ritardi e problemi tecnici non meglio specificati da parte dell’Azienda sanitaria regionale.

Solo dopo una settimana dalla denuncia pubblica di quanti hanno dovuto recarsi una seconda volta a Venafro – continua Ortis – l’Asrem si è degnata di ammettere che c’era stato un errore procedurale tra la fase di raccolta e di processazione e che lo stesso fosse stato risolto. La scusa è che adesso si fanno più tamponi: una circostanza che dovrebbe garantire più sicurezza, non maggiore confusione e incertezza, ai molisani. E se è necessario potenziare le strutture preposte, si proceda senza indugio, perché il tempo potrebbe essere già scaduto”.

Non solo ritardi: eclatante il caso del Tribunale di Isernia, dove è stata scoperta una dipendente positiva. Uffici evacuati e sanificati, poi il tracciamento dei contatti più stretti, con l’Asrem sollecitata più volte dal presidente del Tribunale a dare indicazioni scritte e specifiche in merito alle misure da adottare su magistrati e personale potenzialmente più a rischio. “Ma l’Asrem non si è mai degnata di rispondere – ha rimarcato Ortis – nonostante il presidente Di Giacomo si sia visto costretto a rinviare due udienze, con grave rallentamento dell’attività giudiziaria. Per evitare l’interruzione di pubblico servizio, ci si è dovuti affidare unicamente al medico competente, che ha disposto il prosieguo dell’attività di due magistrati in mancanza di una risposta, anche solo di cortesia, da parte del direttore generale Asrem e altri organi deputati, che evidentemente non sono in grado di gestire questa fase come si converrebbe.

Un’organizzazione – ha concluso Ortis – che fa acqua da tutte le parti, per la quale invito ufficialmente il governatore Toma a porre rimedio senza esitazioni, a tutela della salute di tutti i cittadini”.