A Roccamandolfi, paese che sorge alle pendici del Matese in perfetta posizione panoramica, qualche settimana fa si è inaugurato un museo, inteso non nel senso tradizionale del termine ma dotato di un sistema di multi proiezione 2D-3D, dove si ripercorre in chiave moderna e attuale quel fenomeno storico e sociale che siamo soliti etichettare come “brigantaggio postunitario meridionale”. Il paese venne infatti attraversato nel periodo risorgimentale da diversi fenomeni di banditismo armato, rivolte contadine, prevaricazioni sociali a discapito delle classi più disagiate.

Con un’immancabile buona dose di inaudita violenza, che ne rende tutt’ora famosi i protagonisti, aiutati nelle loro azioni, dai monti selvosi e dal territorio impervio che ne favoriva il sicuro nascondiglio. Il centro vuole essere uno spiraglio di curiosità sul passato, riducendo le caratteristiche oscure e malefiche del brigantaggio ed evidenziando invece la suggestività e l’alone di mistero e leggenda che ne avvolge le figure, non solo maschili, anche le donne infatti, ne furono testimoni in misura chiaramente diversa. Storie, aneddoti, racconti si intrecciano insieme in una videografia all’avanguardia e in movimento, a confronto sullo schermo resistono passato e presente, storia e contemporaneità, senso di rivalsa e indulgenza, accordi e inimicizie.

Il paese, in provincia di Isernia, offre dunque un’opportunità culturale in più per rendere attrattiva la Regione Molise e per rendere nota quella “genetica storica” che ci ha voluto, almeno a Roccamandolfi figli dei Briganti, oggi fortunatamente molto più pacifici e sereni di quanto loro lo siano stati ieri.

Il museo multimediale è aperto al pubblico il martedì pomeriggio dalle 16:00 alle 18:00

gli altri giorni a seguire dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00.

Il lunedì si osserva un giorno di chiusura.

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