Post Facebook Comune di Conca Casale: 

đź‘ Questa mattina a Conca Casale abbiamo “inaugurato” la panchina rossa.
Una iniziativa fortemente simbolica, voluta in primis dalle consigliere Martina Bucci e Gloria De Pasquale e sostenuta da tutta l’amministrazione, ma che dal nostro punto di vista dovrĂ  avere un significato anche e soprattutto sostanziale. In un mondo dove il 38% circa delle donne ha subito e subisce violenza ci è sembrato doveroso dare un segnale forte. Le violenze hanno luogo per la maggior parte dei casi tra le mura domestiche. Spesso è proprio il partner il carnefice.

La panchina – colorata di rosso da Danilo Pensato, Danilo Neri e Alessio Porcelli – è stata posizionata davanti al Comune, in modo che tutti possano anzi debbano vederla e riflettere sul suo significato.

Dal mio punto di vista è stata una iniziativa non solo a sostegno della lotta internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne bensì in generale contro la violenza nei confronti dei piĂą deboli, nei confronti degli animali, contro la sopraffazione in generale.
Le Nazioni Unite definiscono violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertĂ , sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”.

Spesso sui media passano campagne per spingere le donne a denunciare. Oggi ci sono tantissimi strumenti per farlo: dall’app YouPol al numero 1522, alla richiesta di aiuto ai servizi sociali e alle forze dell’ordine.
Io penso che sia doveroso anche e soprattutto educare i maschi (termine non a caso) a diventare uomini. Iniziando dalle nuove generazioni. Nessun piccolo gesto di violenza e di sopraffazione deve essere lasciato passato.
Oggi all’inaugurazione della panchina rossa ho indossato la fascia tricolore, a rappresentare la volontĂ  dell’intera comunitĂ !
A Conca Casale chi usa la violenza non è ben accetto, non ha diritto di cittadinanza. In altre parole, chi fa violenza su una donna non merita di stare in mezzo a noi.
La donna è bellezza, la donna è vita. Va rispettata. Non possiamo più accettare che venga calpestata.

Come hanno ben detto Gloria De Pasquale e Martina Bucci, «”La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” (cit. Isaac Asimov) – che è pure la scritta (disegnata dall’amico Adriano) che compare sulla panchina – e non c’è nessuna spiegazione plausibile, nĂ© morale nĂ© culturale, nĂ© gli usi e i costumi, nĂ© la religione che possano essere utilizzati per giustificare tali azioni. La panchina rossa è diventato emblema universale del “posto occupato” da una donna vittima di femminicidio e simbolo delle azioni contro la violenza di genere, a favore della libertĂ  delle donne.

Un simbolo quindi per riflettere e non dimenticare e per contribuire alla sensibilizzazione di giovani e adulti al contrasto alla violenza di genere. Come amministrazione sentiamo il dovere morale di contribuire a smuovere le coscienze in favore di una cultura che promuova la parità di genere e la libertà. Abbiamo scelto di posizionare la panchina in una zona di passaggio di grande visibilità, che offre la possibilità di sensibilizzare quante più persone possibili, uomini e donne, soprattutto giovani perché è importante fin dalla prima infanzia educare al rispetto della differenza di genere e contro ogni forma di discriminazione.

E soprattutto è importante che si affrontino certe tematiche in uno spazio pubblico, in uno spazio comune perché ricordiamoci che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani». 👠