RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA PNALM – PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

Dopo 50 anni di assenza, nel 2018 la Lontra veniva finalmente segnalata nuovamente all’interno del territorio del Parco. Nei mesi successivi a tale scoperta, il Parco ha subito avviato un progetto di collaborazione con l’

Università degli Studi del Molise

, il cui obiettivo primario è stato quello di valutare l’effettiva consistenza e distribuzione della lontra sul territorio e analizzare i fattori che possono minare la sopravvivenza nel breve e lungo periodo.

I risultati del censimento hanno confermato una distribuzione della specie ancora limitata ai bacini del Sangro e del Volturno, mentre la lontra risulta ancora assente dai bacini limitrofi del Liri, del Giovenco e del Sagittario. I risultati ci permettono quindi di affermare che la lontra è da considerarsi ormai una presenza stabile e in espansione nel PNALM e nella sua Area Contigua, inclusa la porzione del bacino del Sangro a monte della diga di Barrea. Il censimento inoltre ha rivelato un totale di 88 km di tratti di presenza accertata, corrispondente a circa 14-17 lontre, di cui 4-5 si trovano isolate a monte della diga di Barrea.

Nell’ambito del progetto di ricerca è stato inoltre attivato uno studio per una valutazione dei potenziali conflitti tra la presenza della lontra e le attività umane (pesca, agricoltura, allevamento e turismo). I risultati delle interviste (n.162) hanno rivelato una buona conoscenza dell’ecologia della lontra e una generale attenzione ai temi dell’ambiente e della conservazione delle specie da parte della maggioranza degli intervistati.

I preziosi risultati dell’indagine aiuteranno a rendere maggiormente efficaci ed efficienti le azioni implementate dal Parco per la conservazione di questo importante mammifero. Le evidenze emerse hanno rimarcato la centralità del lago di Barrea come area di alimentazione e riproduzione della lontra: sarà quindi fondamentale assicurare una rigorosa tutela per ridurre al minimo il disturbo nelle aree interessate dalla sua presenza, come pure continuare il dialogo con l’Enel, ente gestore della diga, per assicurare che il livello del lago continui ad essere gestito in modo tale da assicurare il mantenimento degli habitat e delle specie acquatiche del Parco!