La memoria, lo studio della storia, sono elementi indispensabili del nostro percorso di vita. Conoscere e analizzare la storia per non ripetere più gli errori del passato, assicurando all’umanità un presente e un futuro sempre migliori.

La Giornata della Memoria, così come tutte le altre ricorrenze con cadenza annuale o periodica, non deve essere vissuta come automi nella ripetizione degli eventi. Ma abbiamo il dovere civico e morale, tutti noi come cittadini, di ricordare coloro che sono state vittime di vessazioni, violenze e morte.

L’Olocausto rappresenta una pagina nera e triste dell’Europa e di un periodo storico, caratterizzato da morte e distruzione. Una pagina da cancellare e, al contempo, da commemorare anche per onorare le persone uccise nei vari campi di sterminio nazisti.

Come Istituzioni non dobbiamo mai abbassare la guardia, poiché l’eco del male dei lager potrebbe risvegliarsi. Per evitare ciò, è indispensabile rivolgerci alle generazioni più giovani, ovvero a coloro che rappresentano il futuro della nostra società.

Abbiamo ascoltato, nel corso dei decenni, dalla viva voce dei sopravvissuti ai lager la crudeltà vissuta. Sono gli anziani le nostre guide, la nostra memoria, quella generazione che, purtroppo, nell’ultimo anno, è stata duramente colpita dalla pandemia. A loro deve andare sempre la nostra vicinanza. Rappresentano la nostra lunga memoria.

Ancora oggi dobbiamo chiederci come mai l’uomo si sia potuto rendere protagonista di una simile crudele organizzazione.

La Giornata della Memoria deve essere anche un momento di riflessione per inquadrare bene il periodo storico insieme con il momento politico e sociale vissuto in Europa nella prima parte del ‘900.

Istituzioni e mondo scolastico hanno il dovere di non dimenticare quanto accaduto, affinché nel futuro simili episodi non si verifichino mai più.