RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA FIALC-CISAL MOLISE ANTONIO MARTONE

La Cisal ha ritenuto giusto essere in assemblea con i lavoratori Unilever perché ormai è chiaro che sia giunto “il giorno della verità”: Lo stabilimento di Pozzilli sarà dismesso!

Il rilancio annunciato da Unilever a mezzo stampa ha avuto il suo effetto sul territorio, ma non ha attecchito nello stabilimento. Le linee di confezionamento ferme o a basso regime confermano il piano di allocazione o delocalizzazione dei prodotti in siti dove sono stati fatti investimenti per aumentare la loro capacità di ricevere volumi.

Tra i lavoratori recepiamo lo sgomento sul silenzio della politica locale e regionale che non aiuta alla chiarezza.

Così come noi avevamo auspicato è stata la direzione aziendale locale che ha svolto un ruolo importante attivandosi fattivamente nel dire chiaramente come stanno le cose: Lo stabilimento sarà venduto ad una società che presenterà un piano industriale riconvertendo lo stabilimento in attività legata al riciclaggio della plastica.

La nostra azione sindacale continua nell’esclusivo interesse dei lavoratori cercando di capire fino in fondo il destino occupazionale di questo territorio.

Siamo quindi all’epilogo: Annuncio della crisi – Mobilità e Prepensionamenti – Cassa Integrazione – Vendita dello stabilimento.

Adesso è tutto più chiaro su cosa si intendeva per rilancio: Exit Strategy!

Il comunicato stampa era illusorio e le dichiarazioni rese alla televisione sono artate al punto che per non dichiarare la crisi si parla di “rilancio”. Quella stessa strategia che aveva portato a dire che non c’era la delocalizzazione, oggi porta a dire che c’è un rilancio. Ma con le bugie o con le mezze verità non si fa giustizia! Il futuro è segnato: plastica, riciclo, cassa integrazione e licenziamenti. Proprio come in tante altre storie di crisi! Solo che qui ci si ostina a non chiamarla con il suo vero nome.

Unilever usa la parola “rilancio” per non dire “crisi”! La parola “rilancio” per non dire “vendita”!

Noi continueremo ad essere insieme ai lavoratori. Tra i lavoratori, dando loro il supporto necessario a capire l’evoluzione di questa triste storia. Come tutte le crisi di questo tipo, pensiamo che entro il 2021 sarà definito – dopo l’annuncio della crisi, per mancanza di volumi-  un piano di fuoriuscita dei lavoratori per Pensionamenti, Prepensionamenti, uscite volontarie e trasferimenti in altri siti. Seguirà, poi, la vendita dello stabilimento con circa 100 lavoratori in cassa integrazione.

 Noi rimaniamo vigili e attenti all’evoluzione della storia, rammaricati di come siano andate le cose. Se confermato, questo triste esito, penalizzerà i lavoratori e il territorio. Viceversa rimaniamo fermamente convinti che questa vertenza possa essere risolta con “un ambizioso piano di rilancio e di investimenti in grado di garantire un futuro sostenibile ai lavoratori e al territorio”.

Rimaniamo convinti che la produzione di detergenti liquidi a Pozzilli possa e debba continuare. Perché competitiva, sostenibile e fondamentale per la crescita (non per la crisi) di questo territorio.

Invitiamo Unilever a ravvedersi e tornare al progetto iniziale: venda e lasci i volumi a questa fabbrica!

Noi costiamo meno di Casale e meno dei terzisti del nord. I volumi di Pozzilli li possiamo fare ancora noi, ad un prezzo competitivo per Unilever e nell’interesse di tutti.

Non serve convertire la fabbrica per fare plastica (ammesso che arrivino le autorizzazioni nonostante la presenza di un inceneritore a pochi metri e un altro impianto di plastica a Pettoranello).

Non è giusto dare i volumi a chi costa più di noi!

Vendete, ma non toglieteci il lavoro!!

Antonio Martone