RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA COORDINAMENTO DELLE SINISTRE DI OPPOSIZIONE MOLISE

Urgente una mobilitazione popolare per liberarci dagli incompetenti Toma e sodali

Non conosce sosta l’incredibile sequenza di errori compiute dalla giunta di “centro-destra” in Molise. L’ultimo regalo di Toma, stretto alleato di Salvini e Meloni, riguarda la triste vicenda dei posti in terapia intensiva. La Regione aveva difatti comunicato a Roma la disponibilità di 39 posti ma, a seguito di accertamenti degli ispettori, ne sono risultati solo 32: un errore, non certo casuale, che comporta conseguenze gravissime sulla gestione dell’emergenza, anche per il ritardo nel far scattare la soglia del 30% di ricoveri Covid e dunque la richiesta tempestiva dei soccorsi esterni salvavita (procedura Cross).

La situazione è drammatica, si stanno registrando tanti decessi, anche durante i trasporti fuori regione: lor signori parlano di “saturazione dei posti” ma sarebbe meglio dire insufficienza dei posti esistenti rispetto a quelli programmati; la Regione, fra l’altro, non aveva programmato 53 postazioni? Poi ne comunicano 39 e ora si scoprono essere 32!

Il Piano di Riorganizzazione dell’emergenza di cui al DCA 48/2020 ex D.L. 34/2020 prevede altri 14 posti, aggiunti ai suddetti 39. La realtà è invece che non è stata adeguata la terapia intensiva molisana neanche allo stesso livello programmato, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti!

In più sono state accertate: direzioni mediche carenti nelle competenze organizzativo-gestionali ed igienico-sanitarie; protocolli operativi fermi al 2018; promiscuità dei percorsi con aumento del rischio di contaminazione del Cardarelli di Campobasso, del San Timoteo di Termoli e del Veneziale di Isernia (qui sono risultate persino cartelle cliniche non rispondenti ai requisiti di certificazione sanitaria).

Queste le politiche sanitarie disastrose messe in campo dalla giunta fascio leghista (in continuità con le precedenti) con la complicità governativa. Si parla di mala gestio ed incapacità che pure ci sono, ma per noi comunisti la questione non è sostituire questo o quel governatore o burocrate: si tratta di legare le battaglie immediate per l’emergenza al rovesciamento di un sistema ingiusto dominato da interessi opposti a quelli della salute.

Alla radice di questo disastro, anche nel Molise, c’è un sistema che lascia, senza vergogna, alle multinazionali la gestione speculativa dei vaccini con i conseguenti danni e ritardi, e la sanità nelle mani di cordate e camarille politico-imprenditoriali.

Quello che occorre è invece ben altro. La riconversione pubblica delle strutture ospedaliere private nonché della produzione e gestione dei vaccini, senza indennizzo per i loro padroni, la gestione della sanità sotto il controllo democratico delle comunità locali, liberata dall’autocrazia dei burocrati e dai governatori fiduciari del potere imprenditoriale, adeguamento di mezzi e personale, inclusa la stabilizzazione delle partite IVA sanitarie sfruttate, sviluppo della medicina territoriale. Pretendiamo quindi la riattivazione piena dei presidi ospedalieri di Venafro, Larino, Agnone, il rilancio di quelli di Isernia, Campobasso e Termoli.

Come riuscirvi? Non i teatrini elettorali, ma una mobilitazione delle masse molisane potrà determinare una reale affermazione del diritto alla salute sulla legge del profitto e sugli intrallazzi istituzionali della classe dominante. In questa prospettiva rivolgiamo l’appello unitario a tutta la sinistra sociale, sindacale e politica del Molise: lottiamo uniti per liberarci da queste istituzioni borghesi per il bene delle masse popolari.