I dem della federazione e del circolo di Isernia tornano alla carica per l’individuazione di una figura di alto profilo per la guida del comparto sanitario in regione e ‘sbarrano’ la strada all’ipotesi Toma

Il Pd di Isernia interviene nel dibattito innescatosi in regione sul necessario cambio al vertice della sanità molisana, dopo la presa d’atto del certificato fallimento dei vertici politici e tecnici nella gestione dell’emergenza sanitaria in Molise. E chiede a gran voce l’individuazione di un nuovo commissario: una figura di alto profilo, competente in materia e che conosca profondamene la sanità del nostro territorio, in grado di portare finalmente la regione fuori dal guado e di rappresentare finalmente l’occasione di svolta.

Lanciamo un appello al Governo affinché affronti il ‘caso Molise’ con la giusta attenzione, restituendo dignità a un territorio per anni martoriato, e poniamo un veto motivato, non certo di natura ideologica, dall’inadeguatezza politica e gestionale, già largamente dimostrata dai vertici regionali anche nella gestione di questa emergenza sanitaria, all’eventuale affidamento dell’incarico nelle mani del governatore Toma: “Sarebbe una totale disfatta per i molisani!”.

Oggi Pd, Leu e Movimento Cinque Stelle, in tal senso, si muovono nella stessa direzione e il PD di Isernia rivendica tale posizione già da tempi non sospetti, espressa in tutte le forme e in tutte le sedi, cominciando dal livello nazionale, dove si sono susseguiti governi di ogni colore politico, da prima che l’emergenza sanitaria travolgesse il Molise e acuisse la crisi del sistema sanitario locale.

Da anni, infatti, portiamo avanti sul territorio una battaglia per la tutela e la centralità della sanità pubblica: abbiamo chiesto interventi in ordine alla riorganizzazione della rete ospedaliera, attraverso la stesura di un nuovo Pos nell’aprile 2019, e nel luglio del 2019 abbiamo invocato all’allora Ministro della Salute Giulia Grillo un ‘Decreto Molise’.

Con l’esplosione della pandemia e con gli evidenti problemi di gestione dell’emergenza ai vari livelli istituzionali, vedi la mancata attivazione di un centro Covid “dedicato” e di strutture pubbliche di supporto, abbiamo chiesto, a marzo 2020, al Mef e al ministero della Salute l’individuazione di figure competenti per sostituire o quanto meno affiancare, i Commissari ad acta, ribadendo contrarietà all’accentramento dei poteri in materia nelle mani del Presidente della Regione. Concetti ribaditi anche nel successivo mese di giugno, alla luce degli effetti devastanti prodotti dall’epidemia.

A distanza di tempo, con la recrudescenza dell’emergenza tuttora in atto, la situazione non è altro che peggiorata.

La gestione sanitaria – sia a livello regionale, con la dirigenza Asrem che fa capo al governatore Toma (e alla sua maggioranza, il cui silenzio la rende complice del disastro!), sia a livello commissariale – ha mostrato tutta la sua inadeguatezza.

Che il cortocircuito innescatosi oggi sia allora l’occasione per un cambio di passo, che sia la svolta. Se non ora, quando?

Auspichiamo, dunque, che il Governo proceda ad individuare un nuovo commissario, competente in Programmazione ed Economia sanitaria, con pieni poteri anche sull’Asrem, onde risolvere, una volta per tutte, la conflittualità di gestione tra Regione e struttura commissariale, che possa guidare il comparto durante l’emergenza e che persegua, al contempo, l’obiettivo della riorganizzazione dell’intero sistema sanitario molisano.