Cultura

Il libro del generale Carmelo Burgio su Nassiriya verrà presentato al Palazzo Vecchiarino di San Pietro Infine il prossimo 19 novembre.

Pubblicato: 14-11-2023 - 574
Il libro del generale Carmelo Burgio su Nassiriya verrà presentato al Palazzo Vecchiarino di San Pietro Infine il prossimo 19 novembre. Cultura

Il libro del generale Carmelo Burgio su Nassiriya verrà presentato al Palazzo Vecchiarino di San Pietro Infine il prossimo 19 novembre.

Pubblicato: 14-11-2023 - 574


La presentazione domenica 19 novembre a San Pietro Infine

Il libro del generale Carmelo Burgio su Nassiriya verrà presentato al Palazzo Vecchiarino di San Pietro Infine il prossimo 19 novembre. 



A vent’anni di distanza da quella tragica giornata, rimane ancora vivo nel cuore di ognuno di noi. Mancavano poco più di venti minuti alle nove del mattino quando le due palazzine in cui risiedevano i carabinieri e i militari del contingente che faceva parte dell’operazione “Antica Babilonia”, sono state devastate da un camion cisterna carico di esplosivo. Morirono 28 persona tra cui diciannove italiani, di questi dodici erano carabinieri, cinque militari dell’esercito e due civili. Il ricordo del Generale Burgio di quel tragico giorno:“Sono arrivato in Iraq il 5 novembre 2003 – intervista al giornale web “In Terris” - perché ero stato designato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri quale successore del Comandante che aveva aperto la missione a Nassiriya. In quei casi si trascorre un periodo di una settimana/dieci giorni di cosiddetto ‘affiancamento’, che serve per capire la situazione, per poi assumere il comando il 13 o 14. Il giorno 11, al pomeriggio, ho ricevuto dal Comandante della brigata italiana l’ordine, per il 12 mattina, di accogliere una troupe cinematografica che doveva girare un film su Nassiriya. La sera dell’11, invece, sono stato chiamato dalla città di Bassora, dove aveva sede il Comando superiore, ovvero la divisione britannica, e il Generale Comandante mi ha ordinato di presentarmi da lui. Sono partito di buon mattino e, dopo essere arrivato lì, ho saputo che dieci minuti prima c’era stato l’attentato a Nassiriya: questo è il primo ricordo. Il secondo è stato arrivare sul posto e vedere quella distruzione, a cui penso nessuno sia abituato. Il mio terzo pensiero era che, essendo il Comandante del reggimento dei paracadutisti e avendo ricevuto un particolare addestramento, avevo il dovere di riportare quei ragazzi a casa, perché prima dell’attentato qualcuno aveva deciso che avrei assunto quel comando. In quel momento ha aiutato il non pensare ai ricordi, ma solo al domani”. Il generale, il 19 novembre prossimo, sarà ospite presso il Palazzo Vecchiarino di San Pietro Infine (Ce), alle porte di Venafro, per la presentazione del suo libro dedicato proprio su Nassiriya. Il generale in un’intervista, sottolinea che: “Il fatto che, in Italia, l’attentato di Nassiriya è stato trattato dalla stampa ricorrendo alle banalità. Bisogna avere il massimo rispetto per i caduti e, da militare di professione, è inutile che dica qual è il mio rispetto per loro. Quando ho visto che, subito dopo l’attentato, c’era una rincorsa a voler parlare e analizzare senza essere stati sul campo, senza gli adeguati strumenti per giudicare. Il libro vuol dire che – Nassirya – non ha rappresentato solamente diciannove morti tra carabinieri, militari dell’Esercito e due civili, ma ha rappresentato anche molte persone che, in silenzio, si sono rimboccate le maniche pensando a fare il proprio dovere fino alla fine. Ero il comandante del reggimento paracadutisti e, in quel momento, avevo molta esperienza operativa sulle spalle. Con il plotone dei miei Carabinieri paracadutisti, eravamo addestrati e, alcuni di loro, avevano partecipato a precedenti missioni in Somalia, Albania, Libano o Sarajevo. Tutti gli altri però, compresi i militari stranieri, tra cui una compagnia di romeni e una di portoghesi della Guardia Nazionale, non avevano un addestramento specifico per quel determinato scenario. Questo è uno dei motivi per cui ho scritto questo libro. Queste persone, per la maggior parte, pur non avendo l’addestramento per quegli scenari di combattimento, si sono rimboccate le maniche e con il cosiddetto ‘on the job training’ sono rimaste lì e, con la paura, hanno terminato la missione”. Nella sala convegni del Palazzo Vecchiarino l’autore del libro sarà intervistato dal colonnello ris Bruno Tammaro Iannelli. Quindi, per saperne di più vi aspettiamo domenica 19 novembre 2023 alle ore 18 a San Pietro Infine.  REX                      



 


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