A seguito dell’intervento televisivo del Presidente Francesco Roberti, negli studi di Telenorba, riemerge la questione delle risorse idriche di cui è ricca la nostra regione e sulle opportunità di una loro gestione ottimale, nell’interesse della collettività. Da decenni, ormai, l’argomento “acqua” ritorna puntualmente in ballo, ma terminate le più o meno accese dispute da una parte e dall’altra, ricade in una sorta di oblio, forse determinato dal fatto che si è sempre creduto che l’acqua fosse un bene inesauribile e pertanto non soggetto a limitazioni, razionamenti o contese. Sono state così sminuite le sue potenzialità intrinseche in termini di produttività, di sviluppo territoriale e, non ultima, di benessere e qualità della vita. Coldiretti, naturalmente, è interessata, per propria vocazione, a garantire tale risorsa in modo da consentire alle imprese molisane, agricole e zootecniche, di poter svolgere il loro ruolo produttivo che non può prescindere dalla sua disponibilità. Vero è che da anni l’agricoltura ha attuato modelli di produzione che riducono al minimo i consumi di acqua: dall’irrigazione a goccia o micro irrigazione alla pacciamatura che riduce l’evaporazione, come pure la realizzazione di piccoli invasi ad uso aziendale per la raccolta delle acque piovane.
Tutto ciò non è tuttavia sufficiente alla luce di ciò che continuiamo a definire “cambiamenti” climatici, ma che ormai rappresentano, in quanto agli effetti, una realtà che va accettata e affrontata attraverso una rivisitazione dei modelli precedenti che non rispondono e sempre più non risponderanno alle mutate esigenze. Il Molise ha saputo essere lungimirante e a partire dalla metà del secolo scorso, ha realizzato una serie di invasi sul proprio territorio che hanno fatto della regione un “modello” virtuoso; purtroppo però quella spinta si è esaurita ed oggi viviamo di rendita, ma una rendita sempre più scarsa.
Coldiretti Molise ritiene che in un contesto come il nostro la crescita economica non possa essere limitata da confini fisici, o da ideologie, ma si debba fondare sempre più nell’interconnessione tra i territori. L’acqua è un esempio chiaro; dai monti scende a valle, non soggetta ad alcun limite o confine.
Il Presidente Roberti ha espresso una opinione che non va rigettata per partito preso. E’ possibile, pertanto, avviare un confronto pragmatico sulle risorse idriche di cui siamo “custodi”, mettendo in evidenza tutte le situazioni che non vanno e che debbono essere corrette. Non ci possono essere vincitori o vinti su questa partita. Occorre far vincere il buonsenso e garantire l’accesso all’acqua ai molisani ed a quanti siano disposti a stringere rapporti equi, all’interno di regole condivise. L’errore più grande sarebbe quello di non affrontare la questione nei tempi e nei modi giusti, perdendo l’occasione di poter gestire la vicenda da protagonisti nelle sedi opportune. Bisogna poter garantire alla Regione risorse finanziarie per la gestione, a tutto tondo, delle infrastrutture idriche presenti in Molise, dalla captazione delle acque alla distribuzione.Coldiretti Molise proporrà alla vicina Coldiretti Puglia una comune proposta organica che superi i limiti regionali, dando risposte agli imprenditori ed ai cittadini.
L’ambiente si salva solo insieme all’agricoltura e analogamente la gestione e la tutela delle risorse idriche del nostro territorio passano per le imprese agricole. Sono esse ad essere impegnate in prima persona per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto. Ma per assicurare la tutela e la disponibilità della risorsa idrica ad agricoltori e cittadini servono anche interventi infrastrutturali di manutenzione, per questo come Coldiretti abbiamo proposto di realizzare invasi che possono produrre energia assolutamente pulita con il sistema dei pompaggi. Oggi recuperiamo appena l’11% dell’acqua piovana ma potremmo arrivare a raccoglierne il 50%.