L'AQUILA - "Esprimo un convinto plauso all’emendamento promosso dal senatore Guido Liris, in raccordo con il Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, che interviene sulla proroga del Superbonus 110% per i territori colpiti dai sismi del 2009 e del 2016, rafforzando uno strumento essenziale per garantire continuità alla ricostruzione. La misura rappresenta una scelta di buon senso e responsabilità istituzionale, perché riconosce la specificità delle aree terremotate, consentendo una gestione più coerente del Superbonus rispetto ai tempi reali della ricostruzione e scongiurando il rischio di penalizzare cittadini, enti locali e operatori economici".
Così Luca Rocci, consigliere di amministrazione dell'azienda regionale per la edilizia residenziale (Ater) della provincia dell'Aquila sull'emendamento sul superbonus nella ricostruzione post terremoto approvato dalla commissione bilancio del Senato."L'emendamento - spiega ancora - si inserisce in un contesto ormai evidente: nei crateri sismici la ricostruzione è ancora in corso e procede con tempistiche inevitabilmente più lunghe rispetto al resto del Paese. Le recenti limitazioni su sconto in fattura e cessione del credito, insieme all’esaurimento dei plafond disponibili, hanno generato incertezze operative che rischiavano di rallentare o bloccare interventi fondamentali".
"Come consigliere del CdA di Ater L’Aquila, considero questo intervento particolarmente rilevante anche per il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, dove sicurezza sismica ed efficientamento energetico costituiscono una priorità non rinviabile. Senza strumenti adeguati, il rischio concreto sarebbe stato quello di interrompere processi di rigenerazione urbana e sociale essenziali per le comunità più fragili - sottolinea ancora Rocci - La proroga del Superbonus nelle aree sisma non è un privilegio, ma una necessità strutturale per sostenere la ricostruzione, tutelare il lavoro delle imprese e garantire stabilità e sviluppo ai territori colpiti".
Il consigliere dell'Ater, infine, auspica "che l’emendamento trovi rapida approvazione e che il Governo continui a mantenere alta l’attenzione su L’Aquila e sull’Appennino centrale, perché la ricostruzione non può essere compressa entro scadenze pensate per contesti ordinari".