CERRO AL VOLTURNO. Dopo la Conferenza dei Sindaci del 23 febbraio si è parlato molto – giustamente – delle deliberazioni approvate all’unanimità: il ritiro del DCA n. 9, che prevede una drastica riduzione delle Guardie Mediche, e la richiesta di sostituzione della struttura commissariale sanitaria, alla luce delle gravi e documentate inadempienze che hanno impedito l’adozione degli atti necessari al risanamento del sistema sanitario e all’accesso a risorse fondamentali per la Regione, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria e mettendo a rischio la stabilità e l’efficienza dei servizi sanitari. Su questo si è acceso il dibattito. Su questo si sono registrate prese di posizione. Ma su un’altra decisione, assunta con la stessa unanimità e con lo stesso senso di responsabilità, non è stato dato il giusto risalto, nonostante rappresenti uno dei passaggi più importanti e concreti per il futuro della sanità.
Nella Conferenza dei Sindaci – scrive Remo Di Ianni sindaco di Cerro al Volturno - del 19 gennaio, il Senatore Costanzo Della Porta e l’Onorevole Elisabetta Lancellotta hanno chiesto formalmente ai Sindaci del Molise di elaborare una proposta di emendamenti al disegno di legge nazionale di riordino della sanità, impegnandosi a sostenerli nel percorso parlamentare. I Sindaci hanno raccolto quella richiesta e hanno risposto nel modo più forte possibile: con una proposta seria, concreta e condivisa. Gli emendamenti sono stati approvati all’unanimità e consegnati ai parlamentari che ne avevano sollecitato la predisposizione. Non una presa di posizione simbolica, ma un atto istituzionale chiaro, frutto di un lavoro responsabile e unitario.
Per la prima volta, i Sindaci non si sono limitati a denunciare criticità o a difendere singoli presìdi, ma hanno scelto di intervenire sulle regole nazionali che oggi determinano uno squilibrio evidente tra territori, penalizzando le aree interne e mettendo a rischio il principio stesso di equità nell’accesso alle cure. Gli emendamenti introducono criteri correttivi per i territori montani e a bassa densità abitativa, rafforzano il ruolo delle Guardie Mediche come presìdi essenziali e non comprimibili, prevedono una reale integrazione con il sistema di emergenza-urgenza 118 e chiedono una distribuzione delle risorse sanitarie più equa, basata non solo sui numeri ma anche sulle reali condizioni geografiche, infrastrutturali e demografiche dei territori.
È una proposta unitaria dei Sindaci molisani, nata dai territori per affrontare una criticità reale e strutturale. Una proposta costruita con responsabilità e visione, che interviene sulle regole per garantire equità e dignità ai cittadini delle aree interne.Va dato il massimo risalto all’unità dimostrata dai Sindaci, che hanno superato ogni appartenenza e ogni divisione per costruire una proposta concreta e condivisa. Un atto di responsabilità istituzionale chiaro e inequivocabile, che rappresenta un fatto politico di grande rilievo e che non può essere ignorato né relegato in secondo piano.
Per questo – conclude il sindaco Di Ianni - rivolgo un appello a tutte le forze della politica regionale, affinché sin da subito sostengano con convinzione questa proposta attraverso i propri rappresentanti in Parlamento. Come Sindaci abbiamo fatto la nostra parte, con unità, responsabilità e visione. Ora spetta alla politica dimostrare, con la stessa chiarezza e determinazione, la volontà di tradurre questo lavoro in un risultato concreto.È una proposta dei Sindaci molisani, ma parla a tutte le aree interne del Paese. Perché il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive.
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