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“Dai sindaci del Molise, una proposta unitaria per difendere il diritto alla salute .Ora serve l’impegno unitario di tutti”. Il monito di Remo Di Ianni.

Pubblicato: 26-02-2026 - 584
“Dai sindaci del Molise, una proposta unitaria per difendere il diritto alla salute .Ora serve l’impegno unitario di tutti”. Il monito di Remo Di Ianni. Politica

“Dai sindaci del Molise, una proposta unitaria per difendere il diritto alla salute .Ora serve l’impegno unitario di tutti”. Il monito di Remo Di Ianni.

Pubblicato: 26-02-2026 - 584


LA NOTA DEL PRIMO CITTADINO DI CERRO AL VOLTURNO REMO DI IANNI

CERRO AL VOLTURNO. Dopo la Conferenza dei Sindaci del 23 febbraio si è parlato molto – giustamente – delle deliberazioni approvate all’unanimità: il ritiro del DCA n. 9, che prevede una drastica riduzione delle Guardie Mediche, e la richiesta di sostituzione della struttura commissariale sanitaria, alla luce delle gravi e documentate inadempienze che hanno impedito l’adozione degli atti necessari al risanamento del sistema sanitario e all’accesso a risorse fondamentali per la Regione, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria e mettendo a rischio la stabilità e l’efficienza dei servizi sanitari. Su questo si è acceso il dibattito. Su questo si sono registrate prese di posizione. Ma su un’altra decisione, assunta con la stessa unanimità e con lo stesso senso di responsabilità, non è stato dato il giusto risalto, nonostante rappresenti uno dei passaggi più importanti e concreti per il futuro della sanità.



Nella Conferenza dei Sindaci – scrive Remo Di Ianni sindaco di Cerro al Volturno -  del 19 gennaio, il Senatore Costanzo Della Porta e l’Onorevole Elisabetta Lancellotta hanno chiesto formalmente ai Sindaci del Molise di elaborare una proposta di emendamenti al disegno di legge nazionale di riordino della sanità, impegnandosi a sostenerli nel percorso parlamentare. I Sindaci hanno raccolto quella richiesta e hanno risposto nel modo più forte possibile: con una proposta seria, concreta e condivisa. Gli emendamenti sono stati approvati all’unanimità e consegnati ai parlamentari che ne avevano sollecitato la predisposizione. Non una presa di posizione simbolica, ma un atto istituzionale chiaro, frutto di un lavoro responsabile e unitario.



Per la prima volta, i Sindaci non si sono limitati a denunciare criticità o a difendere singoli presìdi, ma hanno scelto di intervenire sulle regole nazionali che oggi determinano uno squilibrio evidente tra territori, penalizzando le aree interne e mettendo a rischio il principio stesso di equità nell’accesso alle cure. Gli emendamenti introducono criteri correttivi per i territori montani e a bassa densità abitativa, rafforzano il ruolo delle Guardie Mediche come presìdi essenziali e non comprimibili, prevedono una reale integrazione con il sistema di emergenza-urgenza 118 e chiedono una distribuzione delle risorse sanitarie più equa, basata non solo sui numeri ma anche sulle reali condizioni geografiche, infrastrutturali e demografiche dei territori.



È una proposta unitaria dei Sindaci molisani, nata dai territori per affrontare una criticità reale e strutturale. Una proposta costruita con responsabilità e visione, che interviene sulle regole per garantire equità e dignità ai cittadini delle aree interne.Va dato il massimo risalto all’unità dimostrata dai Sindaci, che hanno superato ogni appartenenza e ogni divisione per costruire una proposta concreta e condivisa. Un atto di responsabilità istituzionale chiaro e inequivocabile, che rappresenta un fatto politico di grande rilievo e che non può essere ignorato né relegato in secondo piano.



Per questo – conclude il sindaco Di Ianni -  rivolgo un appello a tutte le forze della politica regionale, affinché sin da subito sostengano con convinzione questa proposta attraverso i propri rappresentanti in Parlamento. Come Sindaci abbiamo fatto la nostra parte, con unità, responsabilità e visione. Ora spetta alla politica dimostrare, con la stessa chiarezza e determinazione, la volontà di tradurre questo lavoro in un risultato concreto.È una proposta dei Sindaci molisani, ma parla a tutte le aree interne del Paese. Perché il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive.


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