CAPRACOTTA – Sarà la presentazione del libro Corpi al macello, del giornalista Giovanni Mancinone, ad aprire il programma estivo 2026 dell’Associazione di promozione sociale “Amici di Capracotta”. L’appuntamento è in programma sabato 25 luglio, alle ore 18.30, presso la Casa della Cultura. Il volume affronta uno dei temi più drammatici e attuali del nostro Paese: le morti sul lavoro. Attraverso le testimonianze di mogli, madri, figli, figlie, amici e familiari delle vittime, Mancinone restituisce voce a chi continua a convivere con un dolore che il tempo non è riuscito a lenire.Per ricostruire queste vicende, l’autore ha intrapreso un lungo lavoro di ricerca che lo ha portato ad attraversare l’Italia, entrando nelle case delle famiglie colpite, consultando atti giudiziari, archivi pubblici e privati, giornali e documenti. Ne emerge un racconto rigoroso, documentato e profondamente umano, capace di trasformare le statistiche in storie di vita e di restituire dignità ai volti e ai nomi delle persone che hanno perso la vita lavorando.
Il libro invita a riflettere su una realtà che non può essere considerata una tragica fatalità. Sfruttamento, subappalti, lavoro nero, caporalato, precarietà, ritmi insostenibili e carenze nella formazione e nella sicurezza continuano a essere tra le principali cause di incidenti spesso evitabili. Ogni vicenda raccontata rappresenta una ferita non solo per le famiglie coinvolte, ma per l'intera comunità nazionale.
Secondo l’autore, le morti sul lavoro costituiscono una vera e propria vergogna nazionale e un tradimento dei principi fondamentali su cui si fonda la Costituzione italiana, che riconosce il lavoro come valore fondante della Repubblica e la tutela della persona come diritto imprescindibile.
A dialogare con Giovanni Mancinone saranno Luigi Carbone, giornalista RAI, e Candido Paglione, sindaco di Capracotta. «L’incontro inaugura ufficialmente il calendario delle iniziative estive della nostra Associazione – afferma il presidente, Francesco Di Rienzo- e si propone come un’importante occasione di confronto pubblico su temi centrali quali la dignità del lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la tutela della vita, nella convinzione che la memoria delle vittime rappresenti il primo passo per costruire una cultura della prevenzione e della responsabilità».
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