Il pranzo comunitario di Ferragosto ha riunito residenti e persone legate al paese. Fondazione Foci: «Vogliamo far conoscere questo luogo e costruire nuove occasioni di partecipazione e sviluppo»
Foci di Cerro al Volturno (IS), 16 agosto 2026 – Una grande tavolata nel cuore del paese, persone di ogni età riunite e un’intera giornata dedicata alla convivialità. Si è conclusa con grande partecipazione la prima edizione di “MagnaFoci”, l’iniziativa organizzata da Fondazione Foci il 15 agosto in Piazza Santa Lucia. Il pranzo comunitario, che ha raggiunto il tutto esaurito, ha trasformato la piazza antistante la chiesa in un luogo d’incontro e condivisione. Ciascun partecipante ha portato da casa le proprie pietanze, contribuendo a una tavola collettiva capace di riscoprire il valore dello stare insieme e il senso più autentico della comunità.La giornata è proseguita in serata con la “Cena con delitto”, durante la quale i partecipanti sono diventati protagonisti di una storia fatta di personaggi, indizi e colpi di scena. Un momento di divertimento e coinvolgimento collettivo che ha concluso una manifestazione nata per unire generazioni diverse e rafforzare i legami tra chi vive stabilmente a Foci e chi, pur trovandosi altrove, continua a sentirsi profondamente legato al paese.
UN PICCOLO BORGO DEL MOLISE DA SCOPRIRE
MagnaFoci è stata anche un’occasione per richiamare l’attenzione su un luogo ancora poco conosciuto al di fuori del territorio.Foci è uno dei tredici nuclei abitativi che compongono il Comune di Cerro al Volturno, in provincia di Isernia. Situata a circa 793 metri di altitudine e a poco più di sette chilometri dal centro comunale, è una piccola comunità montana immersa nel paesaggio dell’Alto Volturno.Il centro dell’abitato conserva la sua piccola chiesa e un tessuto di case, strade e spazi comuni che raccontano la storia quotidiana delle comunità dell’Appennino molisano. Nei suoi dintorni si trova anche la sorgente Acquara, legata da sempre alla vita del territorio.Foci custodisce tradizioni religiose e popolari ancora molto sentite, tra le quali le celebrazioni del 22 agosto in onore della Madonna dell’Incoronata e quelle dedicate a Santa Lucia. Il paese conserva inoltre una forte identità agricola e pastorale, legata alle coltivazioni montane, alla produzione di formaggi e a una cultura del lavoro e della solidarietà tramandata tra le generazioni.Come molti piccoli centri delle aree interne, anche Foci ha conosciuto negli anni un progressivo spopolamento. Molte famiglie si sono trasferite in altre città, ma continuano a mantenere un legame profondo con il paese, tornando soprattutto durante l’estate e in occasione delle ricorrenze tradizionali.
«Foci è un luogo che molti, persino in Molise, ancora non conoscono. Eppure racchiude tutto ciò che rende preziosi i nostri piccoli paesi: paesaggio, memoria, tradizioni, relazioni autentiche e un fortissimo senso di appartenenza», dichiara William Turcinovic, presidente di Fondazione Foci. «Con MagnaFoci abbiamo voluto accendere una luce su questa comunità e dimostrare che anche un piccolo borgo può diventare luogo di incontro, creatività e partecipazione».
LA NASCITA E GLI OBIETTIVI DI FONDAZIONE FOCI
Fondazione Foci è un’associazione nata dalla volontà di cittadini e persone legate al paese di mettere competenze, idee e tempo a disposizione della comunità.L’associazione opera per la valorizzazione sociale, culturale, turistica e ambientale di Foci e del territorio di Cerro al Volturno. Tra i suoi obiettivi vi sono la tutela delle tradizioni, la promozione di eventi, il coinvolgimento dei giovani, la cura degli spazi comuni, la valorizzazione del patrimonio locale e l’impiego dell’innovazione come strumento per avvicinare anche chi vive lontano.Fondazione Foci intende creare occasioni concrete di collaborazione tra residenti, persone originarie del paese, istituzioni, associazioni e attività economiche, affinché Foci possa essere non soltanto un luogo della memoria, ma una comunità capace di immaginare e costruire il proprio futuro.
«Quando si parla dei piccoli paesi del Molise, troppo spesso lo si fa soltanto attraverso le parole spopolamento e abbandono», prosegue Turcinovic. «Noi vogliamo provare a cambiare prospettiva. Non possiamo ignorare le difficoltà, ma possiamo partire da ciò che ancora esiste: le persone, i legami, le tradizioni e la volontà di fare. Fondazione Foci nasce proprio per raccogliere queste energie e trasformarle in progetti concreti».«Non vogliamo limitarci a organizzare manifestazioni», aggiunge il presidente. «Vogliamo costruire una presenza stabile al servizio del paese, promuovere il territorio, prenderci cura degli spazi comuni, creare opportunità per i giovani e far sentire coinvolte anche le tante persone che vivono fuori, ma continuano a considerare Foci casa propria».
UNA FESTA DELL’INTERA COMUNITÀ
Alla realizzazione di MagnaFoci hanno contribuito volontari, collaboratori e cittadini, impegnati nell’allestimento della piazza, nell’organizzazione delle attività e nell’accoglienza dei partecipanti.«MagnaFoci è nata da un’idea molto semplice: ricordarci che un paese continua a vivere quando le persone scelgono di esserci, di incontrarsi e di fare qualcosa insieme», sottolinea Turcinovic. «Vedere Piazza Santa Lucia piena, con più generazioni sedute alla stessa tavola, è stata un’emozione straordinaria. Questa non è stata la festa di un’associazione, ma la festa di un’intera comunità».«Il ringraziamento più grande va a tutti coloro che hanno partecipato e a quanti hanno lavorato, spesso dietro le quinte, per rendere possibile questa giornata. La riuscita della prima edizione dimostra che a Foci esistono energie, competenze e una fortissima voglia di fare».
Il successo della manifestazione rappresenta per Fondazione Foci un punto di partenza. L’associazione è già al lavoro affinché MagnaFoci possa diventare un appuntamento stabile e crescere nelle prossime edizioni, mantenendo intatta la sua anima popolare e comunitaria.
«Vogliamo che MagnaFoci cresca anno dopo anno, senza perdere la sua caratteristica più importante: la capacità di far sentire ciascuno parte di qualcosa», conclude il presidente. «Il futuro dei piccoli paesi non può essere affidato soltanto ai ricordi. Deve essere costruito attraverso la partecipazione, nuove idee e la volontà di prenderci cura, insieme, dei luoghi ai quali apparteniamo».
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