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FOSMIT, 156 milioni alle Regioni. Bussone e Paglione: «Per la montagna non c’è nulla da festeggiare».

Pubblicato: 03-10-2026 - 155
FOSMIT, 156 milioni alle Regioni. Bussone e Paglione: «Per la montagna non c’è nulla da festeggiare». Politica

FOSMIT, 156 milioni alle Regioni. Bussone e Paglione: «Per la montagna non c’è nulla da festeggiare».

Pubblicato: 03-10-2026 - 155


La montagna non può vivere di annunci»

Capracotta.Il sindaco di Capracotta e presidente di Uncem Molise Candido Paglione e il presidente nazionale di Uncem Marco Bussone: «Sono le risorse di due annualità. Il Fondo era stato programmato a 200 milioni l’anno. La montagna non può vivere di annunci»



Lo affermano Candido Paglione, sindaco di Capracotta e presidente di Uncem Molise, e Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, intervenendo sulle risorse FOSMIT destinate alle Regioni per le annualità 2025 e 2026.



«Si parla di 156 milioni di euro, ma è importante chiarire cosa rappresenta realmente questa cifra: sono 86 milioni riferiti al 2025 e 70 milioni riferiti al 2026. Due annualità messe insieme. Non siamo di fronte, dunque, a un nuovo e straordinario stanziamento per la montagna, ma a risorse complessive che risultano fortemente inferiori rispetto a quanto era stato previsto negli anni precedenti». Il confronto è significativo.



«Nel 2022 le risorse previste dal Governo Draghi per la montagna ammontavano a 100 milioni di euro. Con la legge di bilancio approvata nel dicembre 2021, il Fondo era stato successivamente portato a 200 milioni di euro annui per le annualità 2023 e 2024. Una scelta che indicava una precisa volontà politica: rafforzare gli strumenti finanziari destinati alle aree montane e riconoscere il loro ruolo strategico per il Paese». 



«Oggi, invece, per due annualità arrivano complessivamente 156 milioni di euro ai territori. È una riduzione che non possiamo considerare un dettaglio contabile. È una questione politica e di prospettiva». Paglione e Bussone sottolineano come Uncem avesse chiesto con forza di mantenere il Fondo a 200 milioni di euro all’anno.



«Lo abbiamo chiesto perché 200 milioni non sono una cifra astratta. Sono risorse necessarie per sostenere i Comuni e le comunità delle montagne italiane che ogni giorno devono garantire servizi essenziali, contrastare lo spopolamento, mantenere infrastrutture, sostenere le economie locali e rendere possibile la permanenza delle persone nei territori montani».



«Non siamo stati ascoltati. E oggi dobbiamo prendere atto che ai territori arriva molto meno di quanto era stato programmato». Per i due presidenti di Uncem, il problema riguarda anche la distanza tra le decisioni assunte a Roma e la realtà quotidiana dei Comuni.



«Per questo chiediamo chiarezza. Se erano stati previsti 200 milioni di euro annui, vogliamo capire perché ai territori, per il 2025 e il 2026, ne arrivino complessivamente 156. E vogliamo sapere quale sia la destinazione delle risorse che non arrivano alla montagna, perché i territori hanno il diritto di conoscere come vengono utilizzate le risorse originariamente previste per il Fondo». Il messaggio al Governo è quindi diretto.



«La montagna italiana è una priorità oppure no? Perché se lo è, deve esserlo anche quando si approvano le leggi di bilancio. Non bastano le dichiarazioni, non bastano gli annunci e non basta parlare di contrasto allo spopolamento se poi si riducono le risorse necessarie per farlo».



«I Comuni montani – proseguono Paglione e Bussone – non chiedono privilegi. Chiedono di poter fare il proprio lavoro e di avere gli strumenti finanziari per farlo. La montagna italiana rappresenta una parte fondamentale del territorio nazionale. È un luogo dove si producono economia, agricoltura, turismo, energia, cultura e servizi ambientali. Una dotazione di 200 milioni di euro all’anno per il Fosmit non erano e non sono un lusso: sono una condizione necessaria per dare un minimo concretezza alle politiche per la montagna. La montagna non ha bisogno di essere celebrata. Ha bisogno di essere sostenuta, con risorse certe e con una programmazione pluriennale».



Capracotta, 3 ottobre 2026


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