Nuova sentenza a favore dei lavoratori della sanità: illegittimo il regolamento aziendale che negava il diritto alla pausa e alla mensa. Ora si attende il giudizio d’appello, mentre le spese legali e i risarcimenti a carico dell'Azienda continuano a lievitare.Non si ferma la striscia di successi giudiziari promossa dal sindacato delle professioni infermieristiche NurSind. Con la recentissima sentenza del 6 ottobre 2026, la Giudice del Lavoro del Tribunale di Campobasso, ha accolto integralmente le ragioni di altri tre infermieri dell'Ospedale "Cardarelli", mettendo a segno la quarta vittoria consecutiva su questa battaglia di civiltà e rispetto del lavoro.
La sentenza: negati diritti fondamentali per anni
La vertenza vedeva al centro il diniego da parte dell’ASREM (Azienda Sanitaria Regionale per il Molise) all'accesso al servizio mensa o all'erogazione dei buoni pasto sostitutivi per il personale turnista impegnato in turni superiori alle 6 ore. L'Azienda si era ostinata a difendere un vecchio regolamento aziendale che subordinava il diritto alla mensa a turni superiori alle 8 ore. Un'interpretazione ritenuta illegittima e in palese contrasto con la normativa nazionale, la contrattazione collettiva di settore (CCNL) e la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Il Tribunale ha ribadito che il diritto al recupero delle energie psicofisiche e alla consumazione del pasto spetta a tutti i dipendenti che superano le sei ore di lavoro continuative, condannando l’ASREM al risarcimento dei danni economici patiti dagli infermieri per centinaia di buoni pasto mai erogati. La questione, oltre che legale e sindacale, assume ora una forte valenza etica e di buona amministrazione. Nonostante la stessa ASREM abbia recentemente adeguato il proprio regolamento interno prendendo atto dell'orientamento della Cassazione, l'Azienda continua a trascinare i lavoratori in giudizio, promuovendo persino ricorsi in appello anziché riconoscere bonariamente quanto dovuto e sanare le posizioni del personale.
«Siamo estremamente soddisfatti per questa quarta vittoria sul campo, ma il quadro generale lascia amareggiati», evidenzia Sonia Lepore Segretario Regionale NurSind. «L'ASREM dovrebbe fare una seria riflessione su come spende i soldi pubblici. Continuare a impantanarsi in cause perse in partenza, resistendo in giudizio e persino impugnando le sentenze in appello, significa sottrarre risorse preziose alla sanità molisana per versarle in spese legali, risarcimenti e interessi accumulati. I soldi della collettività e della sanità pubblica dovrebbero servire ad erogare servizi ai cittadini e a valorizzare chi lavora in prima linea, non a finanziare contenziosi persi in partenza per ostinazione burocratica.»
Mentre festeggia questo quarto traguardo a tutela delle infermiere e degli infermieri e diritto il personale sanitario del comparto, il NurSind attende con estrema fiducia anche la decisione del primo giudizio d'appello promosso dalla stessa ASREM, convinto che anche i giudici di secondo grado non potranno che confermare la linea ormai tracciata dal diritto e dalla Giustizia.La battaglia del NurSind prosegue a testa alta: i diritti del personale sanitario non sono merce di scambio né capitoli di risparmio illegittimi.
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