Economia

Molise: CasaPound Italia protesta contro l’importazione senza dazi dell'olio tunisino con striscioni in tutta la Regione

Pubblicato: 20-10-2016 - 264
Molise: CasaPound Italia protesta contro l’importazione senza dazi dell'olio tunisino con striscioni in tutta la Regione Economia

Molise: CasaPound Italia protesta contro l’importazione senza dazi dell'olio tunisino con striscioni in tutta la Regione

Pubblicato: 20-10-2016 - 264


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA CASAPOUND ITALIA 



CAMPOBASSO. ‘Difendi i prodotti italiani. No all'olio tunisino ‘ Questo il testo degli striscioni affissi in nottata da CasaPound Italia a Larino e Venafro per protestare contro la decisione dell'Unione Europea di consentire l’importazione a dazio zero di olio tunisino e sensibilizzare la popolazione sulle gravi conseguenze da essa derivanti.


“Con questi striscioni di protesta affissi in due delle tradizionali aree di produzione dell’olio nella nostra terra – afferma CasaPound Italia in una nota - abbiamo voluto dar voce al malessere dei tanti agricoltori molisani. Con la raccolta delle olive si stanno manifestando tutte le conseguenze negative derivanti dalla scelta di inondare il nostro mercato di olio tunisino a basso prezzo. L’abbattimento del prezzo dell’olio, unito alla cattiva annata della raccolta di quest'anno, hanno ridotto al minimo, se non annullato, il margine di guadagno per le piccole aziende agricole della nostra regione, tanto che in molti hanno addirittura scelto di lasciare le olive sugli alberi”.


“E’ importante inoltre - prosegue la nota - che anche i consumatori comprendano l’importanza di questa battaglia per la tutela dell’olio nostrano. Gli olii d’oliva non sono infatti tutti uguali, e l’olio tunisino non possiede assolutamente le importanti proprietà benefiche che caratterizzano le diverse varietà di olio italiano contrassegnate col marchio DOP, tra cui l'olio molisano. Il ridotto costo sul mercato si traduce quindi non solo in un gravissimo danno per il tessuto economico della nostra terra, composto da piccole aziende agricole che rischiano di chiudere per i mancati introiti, ma anche sulla diffusione nelle nostre tavole di in un prodotto di scarsa qualità che andrà a sostituirsi all’olio di produzione nostrana, non più coltivato per la chiusura delle aziende produttrici. Siamo quindi di fronte all'ennesima iniziativa presa dall'Unione Europea, complici politici italiani ad essa asserviti, contro la nostra economia e la nostra salute, e di cui è giusto che gli italiani siano informati".





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