CAMPOBASSO. All’indomani della presentazione della proposta di legge sulla coltivazione e commercio del tartufo da parte del Presidente del Consiglio regionale del Molise, proprio Vincenzo Cotugno torna sulla questione per spiegare ratio e contenuti dell’iniziativa.

“Ho presentato la proposta di legge – ha affermato – per garantire una maggiore valorizzazione e tutela delle risorse tartufigene molisane. E auspico una celere discussione e approvazione della pdl. Certamente occorre una grande prudenza e attenzione verso un settore così importante della nostra terra, ma era importante riformare una legge vecchia di dodici anni per valorizzare la qualità e l’unicità del tartufo molisano. Occorre agire su diversi fronti, – ha proseguito – preservando e tutelando le aree destinate alla coltivazione per evitare il rischio che il tartufo si esaurisca, garantendo nel contempo una disciplina precisa e puntuale che tuteli anche gli stessi raccoglitori”.

Il presidente Cotugno, nel ribadire che la sua proposta di legge è stata sollecitata e condivisa da Enti locali, Corpo Forestale, l’associazione nazionale “Città del Tartufo” e amanti del settore, conferma la disponibilità ad un confronto sereno  e costruttivo, volto ad integrare  eventualmente il testo che in sede di Commissione sarà possibile, anche tramite le audizioni, contribuire a migliorare con ogni tipo di suggerimento. Poi spetterà al Consiglio regionale il compito di discutere e approvare l’intera proposta di legge.

“Il Tartufo è una delle risorse più importanti per lo sviluppo dell’indotto turistico ed enogastronomico che la nostra regione possiede – ha continuato – Abbiamo messo al centro degli interessi la certificazione di un prodotto di filiera molisano, che si renda tracciabile e permetta maggiori azioni di promozione regionali ed extraregionali, quali fiere e mercati di settore. Occorre tutelare chi coltiva, chi raccoglie, chi commercia ma anche chi consuma. Ecco perché il tartufo ‘made in Molise’ avrà lo scopo di garantire la tracciabilità del prodotto, puntando a incrementare un fatturato stimato dai 30 ai 50 milioni di euro l’anno, con ricadute positive per tutti gli operatori del settore. Lo spirito con il quale è stata redatta la proposta di legge – ha concluso Cotugno – volge unicamente a tutelare il nostro ‘oro nero’ che è  l’unico interesse da far prevalere in Consiglio regionale”.