RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MOVIMENTO CREARE FUTURO.

“Per salvare il Molise bisogna investire sul turismo. Ma quante volte abbiamo già letto e sentito questa frase senza un seguito? Quante volte ci hanno riempito di chiacchiere su quanto potenziale ha la nostra regione e poi non si è andati avanti in progetti concreti? Quante volte sono stati investiti fondi per il turismo, ma si sono spesi per un unico evento isolato e fine a se stesso? Si continua a parlare di turismo, ma non si lavora in modo adeguato per far si che diventi realmente il fiore all’occhiello del rilancio e del riscatto. Una cosa è certa: per farlo di sicuro non basta un consigliere delegato e c’è bisogno di investire e programmare, c’è bisogno di dare la giusta importanza ad un settore che in altre regioni rappresenta la prima fonte di reddito e su cui si punta in modo significativo, dando il tutto per tutto.

Il turismo deve diventare un presidio, deve diventare un marchio.

Il Molise è caratterizzato da piccoli borghi, la maggior parte medievali, che vanno necessariamente tutelati, potenziati e aiutati, non solo durante quell’unico evento su cui un paese investe un anno di sacrifici. Il Molise possiede, inoltre, circa 30 kilometri di costa, ma solo la metà di questi viene utilizzata (per giunta tramite finanziamenti ‘a pioggia’). La vicinanza con le grandi città potrebbe altresì essere un grande vantaggio all’interno di una strategia di nascita di un turismo strutturato e continuativo. Ad oggi, però, la situazione è drammatica: in tanti passano ogni giorno nel nostro territorio, ma perché chi transita non si ferma? Perché chi viene a visitarlo non torna? Perché si preferisce andare in Abruzzo per raggiungere il Parco Nazionale e non in Molise? Questo è un problema serio che va affrontato in modo mirato e studiato.

Un altro elemento focale è il tema dell’accoglienza, centrale per chi si occupa di turismo. C’è anzi chi sostiene che l’accoglienza sia l’essenza stessa dell’esperienza turistica. Tradizionalmente, a questa tematica si dedicano poca attenzione, progettualità e risorse: molti Enti privilegiano un’ottica esterna, considerano prioritarie la presenza alle fiere, le campagne pubblicitarie o un evento in particolare…tutte cose importanti, ma senza una decisa attenzione al versante interno e all’ospitalità e, in questo modo, il rischio di una miopia del marketing è evidente. Affrontare l’accoglienza serve a stimolare le comunità, a rendere consapevoli i residenti del valore del patrimonio che li circonda, ma l’aspetto chiave sta nel fatto che ‘accogliere è fare marketing’ e il marketing dell’accoglienza è quello che costa di meno e che rende di più.

La concorrenza è tanta e non è semplice attrarre visitatori, ma è anche vero che la nostra regione è unica nel suo genere e sappiamo tutti quanta bellezza e quante risorse possiede. Proprio per questo è essenziale l’insediamento di un assessorato capace e preparato, anche perché fino ad ora i risultati ottenuti in materia sono pari a zero. La nostra regione ha bisogno di essere conosciuta e amata per ciò che già possiede e che la rende unica, ma è essenziale il massimo potenziamento di tutte le sue qualità tramite, ad esempio,  la nascita di infrastrutture, sostenibili e ricettizie, che ne faciliterebbero l’accesso e, non meno importante, creerebbero posti di lavoro: la prima industria deve essere quella del turismo. Una task force di esperti con adeguati finanziamenti potrebbe essere il punto di partenza per un turismo reale che potrà riscattare il Molise come merita, grazie alle sue caratteristiche tipiche e naturali. Sappiamo bene che l’argomento è già stato ripreso più volte e da più fronti, ma sappiamo altrettanto che non si è ottenuto, ad oggi, nulla di serio e continuativo.

La nostra intenzione è quella di collaborare seriamente per far in modo che il turismo diventi la risorsa principale del Molise e che lo sia per 12 mesi l’anno”.