Questa mattina presso il comune di Isernia la firma della convenzione.

 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA COMUNE DI ISERNIA.

Questa mattina, nella sede del Comune di Isernia, il sindaco Giacomo d’Apollonio e i suoi colleghi sindaci di Pesche, Ido De Vincenzi, e di Sant’Agapito, Giuseppe Di Pilla, insieme alla vicesindaco di Miranda, Mariagrazia Tortola, hanno firmato la Convenzione per la “Elaborazione e attuazione convenzionata di strategie e programmi di sviluppo locale su scala intercomunale”.


«Scopo della Convenzione e volontà delle nostre amministrazioni comunali – ha affermato il sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio – è porre in essere, sulla base dell’analisi della situazione socio-economica-ambientale, ogni iniziativa finalizzata allo sviluppo sostenibile del territorio, con particolare riguardo alla valorizzazione delle risorse e della comune identità territoriale, all’ottimizzazione dei servizi per il cittadino ed alla crescita sostenibile, compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Particolare riguardo – ha aggiunto – sarà posto al turismo culturale, capace di promuovere le potenzialità territoriali, di creare poli di attrazione e di migliorare la qualità della vita, rendendo appetibile al visitatore il soggiorno e l’eventuale suo insediamento nel territorio dei quattro Comuni contraenti».

«È necessario – ha detto il sindaco di Sant’Agapito, Giuseppe Di Pilla – rispondere organicamente all’esigenza di ottimizzare la spesa pubblica in tutti i settori di azione dei Comuni, attraverso innovativi strumenti di governance territoriale che tengano conto dei bisogni e delle aspettative di crescita della collettività amministrata. È altresì necessario impostare strumenti di pianificazione strategica che inquadrino in un unico scenario la visione di sviluppo sostenibile del territorio intercomunale e prospettino gli obiettivi da perseguire con l’uso sinergico delle risorse disponibili».

«Il nostro impegno – ha dichiarato la vicesindaco di Miranda, Mariagrazia Tortola – è volto ad assicurare, tra l’altro, elevati livelli di ‘coesione’ economica, sociale e territoriale. La Convenzione prevede, in particolare, che l’integrazione delle strategie e dei programmi di sviluppo locale dei Comuni contraenti venga perseguita attraverso lo svolgimento delle specifiche attività: formazione di politiche pubbliche, pianificazione e programmazione strategica; relazioni esterne in prospettiva di partenariati con soggetti pubblici e privati; coordinamento azioni, valutazione e monitoraggio interventi attuativi delle politiche pubbliche orientate allo sviluppo locale; creazione parco progetti e/o studi di fattibilità; europrogettazione e accesso a ogni altra forma di finanziamento; economie di gestione; governance, ricerca sociale e processi partecipativi».

«La Convenzione – ha concluso il sindaco di Pesche, Ido De Vincenzi – ha anche valore di accordo quadro e partenariato tra le parti, relativamente a tutte le attività che le stesse andranno a co-progettare e a co-realizzare. Sempre più diffusamente, le forme complesse di governance delineate da parte delle istituzioni sovracomunali (Unione Europea, Stato, Regione) in relazione alle rispettive azioni di finanziamento, stabiliscono criteri premiali strettamente connessi con le capacità dei beneficiari (i Comuni) di inquadrare i singoli interventi in prospettive strategiche capaci di assicurare il coordinamento e l’integrazione di tutti i singoli interventi nell’ottica del conseguimento di precisi obiettivi prefissati».

Ai fini del conseguimento degli scopi della Convenzione, gli enti convenzionati condividono i principi guida su cui basare le strategie di governance, che sono: a) definire una marca territoriale che riassuma l’identità del territorio e del suo patrimonio antropico (storia, cultura, tradizioni, economia, etc.) e che permetta ai cittadini di identificarsi e di legarsi con esso attraverso l’evocazione di valori, sensazioni ed emozioni condivisi; b) collocare le strategie di incoming su scala sovracomunale (superando i limiti amministrativi comunali), per aumentare la spendibilità del territorio, le opportunità da cogliere e fare massa critica; c) coerenza degli interventi con gli obiettivi di sostenibilità e di tutela, rivitalizzazione ed attrattività del territorio, in linea anche con gli obiettivi strategici affermati in altre sedi, sovracomunali; d) puntare ad obiettivi che concorrano a dotare il territorio di una spinta economica autopropulsiva (generazione di ricchezza propria e ricorso ai fondi UE diretti), così da sostenere agevolmente il finanziamento e/o il cofinanziamento della spesa pubblica comunale per opere e servizi, per cogliere maggiori opportunità e per contenere gli effetti della dipendenza dai trasferimenti regionali e statali; e) scalare le priorità degli obiettivi per unicità, immediatezza dei benefici, effetti (entità ed orientamento di tali benefici), costi ed efficienza della spesa, in funzione della combinazione di tali caratteri fondamentali; f) introduzione e diffusione dei processi decisionali partecipativi a sostegno delle politiche pubbliche, accompagnate da idonea preventiva attività informativa; g) introduzione cogente delle pratiche valutative di programmi, azioni o singoli interventi; h) rendicontazione sociale dell’attività di governo locale, accompagnata da idonea attività comunicativa.