RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA STEFANIA PASSARELLI – PRESIDENTE CONSORZIO INDUSTRIALE POZZILLI

Quale Presidente del Consorzio Industriale di Pozzilli mi corre l’obbligo replicare a talune singolari affermazioni rese dal sindacalista sig. Antonio Martone riguardanti la questione Unilever nel corso della trasmissione televisiva su canale 13 a TVI dell’11.02.2020.

Da subito, durante la riunione tenutasi il 03.02.2020 al tavolo regionale alla presenza del presidente Toma, degli assessori Cotugno e Mazzuto e delle rappresentanze sindacali, i vertici Unilever non hanno addebitato al Consorzio Industriale alcuna manchevolezza.

Con ordine sui temi abbisognevoli di chiarezza in ragione delle distorte, altrui asserzioni.

Sul raccordo ferroviario

L’asserto secondo il quale nel Consorzio Industriale il raccordo ferroviario non funzioni è falso.

Il raccordo funziona e per anni la Unilever, sino a quando lo ha ritenuto conveniente, lo ha ampiamente usato.

Il problema dei costi di trasporto è imputabile esclusivamente a Ferrovie dello Stato spa, la quale ha una classificazione della linea ferroviaria Roccaravindola – Rocca D’Evandro inadeguata. E tanto per le seguenti ragioni:

  1. la stazione ferroviaria di Roccaravindola, a cui è allacciato il raccordo ferroviario di pertinenza del Consorzio, ha un binario (1° binario) dedicato al ricevimento ed alla partenza dei treni merci di lunghezza pari a 460 m. lineari.

La lunghezza standard dei treni merci circolanti sulle principali direttrici di traffico della rete R.F.I. non è inferiore a 550 metri. E quindi, i treni dedicati al Nucleo industriale subiscono una inibizione di ben 90 m. lineari ed impediscono alle aziende del Nucleo l’ottimizzazione dei costi, rendendo poco competitivo l’utilizzo di tale modalità di trasporto.

Sul punto il Consorzio da anni ha chiesto a RFI di apportare le dovute modifiche per la stazione di Roccaravindola.

  1. I treni che impegnano in arrivo ed in partenza la stazione di Roccaravindola percorrono nel tratto Venafro-Cassino e Venafro-Vairano Caianello un tratto di linea di rango “C” anziché “D”.

Questa classificazione comporta una riduzione del peso trasportato da ogni vagone da 4 tons. (2 assi) ad 8 tonnellate (4 assi).

In buona sostanza: i nostri treni che transitano sulle 2 tratte sopra evidenziate trasportano 120 tonnellate in meno pagando la stessa tariffa.

Unilever spedisce dalla stazione di Piedimonte – Villa Santa Lucia (FR) proprio per non sopportare gli oneri conseguenti a quanto detto sopra.

Come noto, la competenza in tema di trasposti, a seguito della modifica del titolo V della Costituzione, è della Regione. La Regione Molise dovrebbe compulsare con forza Ferrovie dello Stato ad apportare tutte le rettifiche sopra indicate.

Sabato scorso, durante un incontro con l’assessore ai Trasporti, Vincenzo Niro, il problema è stato affrontato: l’Assessore si è mostrato pronto a verificare e risolvere la problematica con RFI.

Sulla fibra e banda larga

L’area industriale è stata infrastrutturata con la fibra ottica. Vi sono tuttavia limiti delle centrali dei provider che impediscono di rendere più agevole e ancor meno costoso l’accesso alla rete.

Molte aziende non utilizzano la fibra per propria scelta economica in quanto negli ultimi due anni sono aumentati i fornitori di banda larga con sistemi wireless di discreta affidabilità e costi molto competitivi.

Su acqua e depurazione

L’acqua che il Consorzio fornisce alle aziende viene captata a circa 150/180 metri di profondità e sollevata a 70 metri di altezza per assicurare una pressione di esercizio di 7 atmosfere.

Tutto ciò significa che il prezzo dell’acqua include il costo del consumo di energia elettrica per la captazione e il sollevamento. Il prezzo dell’acqua fornita dal Consorzio, pertanto, non potrà mai essere pari o inferiore al prezzo dell’acqua fornita altrove per caduta.

I tentativi fatti negli anni per avere una fornitura diversa che arrivasse per caduta sono stati tutti vanificati da problemi tecnici, dalla penuria d’acqua delle sorgenti più adatte per quota, dall’inesistenza di finanziamenti pubblici per la realizzazione di un acquedotto che consentisse di erogare acqua alle aziende per caduta.

Va detto che la fornitura idrica per caduta comporterebbe il costo per le aziende relativo alla realizzazione d proprie vasche di accumulo e sistemi di pompaggio in grado di assicurare la pressione adeguata, senza la qual cosa i Vigili del fuoco non potrebbero dare il loro nulla-osta.

Oggi infatti il nulla osta viene rilasciato sulla garanzia che il Consorzio ha vasche di accumulo di 24.000 metri cubi che garantiscono una pressione di 7 atmosfere per 48 ore di seguito, anche in caso di blocco della captazione dell’acqua.

Inoltre, per completezza: il prezzo dell’acqua è fissato in fasce che prevedono un importo decrescente all’aumentare del consumo.

Il prezzo si riduce ulteriormente per le aziende che hanno oltre 100 dipendenti.

Ed è il caso della Unilever che paga, nell’ultima fascia, solo € 0,14 per metro cubo, prezzo bassissimo visto che il costo di produzione che sostiene il Consorzio per la sola energia elettrica necessaria alla captazione ed al sollevamento ammonta a circa € 0,10 per metro cubo.

Tale determinazione del prezzo dell’acqua (tariffe per fasce e per numero di dipendenti), fu fatta nel già dal lontano 2005 e in accordo con i vertici Unilever.

Da allora i prezzi non sono mai stati aumentati e Unilever, in questi 15 anni, non ha mai avanzato richieste di ulteriori riduzioni!

E’ vorrei ben dire. La composizione delle tariffe per fasce e per occupati, arreca un vantaggio competitivo più significativo proprio a Unilever, con un minor ricavo per il Consorzio che è pari a circa € 45.000,00 all’anno.

La politica di riduzione dei costi dei servizi che il Consorzio fece nel 2005 riguardò anche le tariffe di smaltimento dei reflui.

Anche il quel caso a Unilever fu accordato il pagamento del solo vettoriamento dei reflui ad un prezzo pari ad € 0,10 per metro cubo. La tariffa per il trattamento dei reflui civili è pari ad € 0,70.

In sintesi, la politica di riduzione delle tariffe praticata dal Consorzio nei confronti delle aziende ha comportato un “investimento” per mancati ricavi, nei confronti della sola Unilever, di circa € 140.000,00 all’anno. € 1.400.000,00 negli ultimi dieci anni.

Ma v’è di più.

Con gli ultimi finanziamenti richiesti e ottenuti dalla Regione il Consorzio ha in programma di realizzare adeguamenti sulla rete idrica per ridurre ulteriormente il costo dell’energia con conseguente rideterminazione in minus dei costi dell’acqua a tutte le aziende insediate nel nucleo industriale di Pozzilli.

Concludendo.

Fare sproloqui allarmistici per fini politici, più correttamente propagandistici, e senza conoscenza alcuna delle problematiche di cui si discorre è facile. Ma tali chiacchiere non contribuiscono di certo alla soluzione dei problemi; servono solo ad appagare la vacua vanità di che ne è autore.