“È una Festa della Repubblica diversa, quella di oggi: senza parata, più dimessa, ma non meno solenne. Un momento per riflettere insieme su ciò che è stato e ciò che ancora dev’essere, perché il 2 giugno rappresenta il giorno in cui gli italiani – e per la prima volta nella storia d’Italia, anche le italiane – ripresero nelle mani il destino del proprio Paese esercitando il diritto di voto nel referendum tra Repubblica e Monarchia, il cui esito avrebbe cambiato per sempre le sorti di noi tutti”.
Il portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Ortis, capogruppo in Commissione Difesa a Palazzo Madama, parte da un parallelismo, nel celebrare il valore e il significato di questa importante giornata.
“Le analogie con quello che abbiamo vissuto negli ultimi tre mesi sono tante – dichiara – Oggi come allora, solo la comune forza d’animo, l’impegno a fare l’interesse della comunità, la volontà di coesione e lo spirito orgoglioso e unitario che devono permeare ogni italiano, potranno essere il faro della necessaria ricostruzione. Ricostruzione delle istituzioni, dopo il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale; ricostruzione, solida e duratura, del nostro tessuto economico e dei valori che dovranno esserne alla base, dopo l’incubo del Covid-19, che abbiamo il dovere di non dimenticare fingendo che nulla sia successo. Guai ad abbandonarci a comportamenti poco virtuosi o irresponsabili, che rischierebbero di vanificare quanto di buono fatto con il sacrificio della maggior parte degli italiani: abbiamo pagato un prezzo altissimo, e questo, per rispetto delle vittime e degli ‘eroi’ che di vite ne hanno salvate tante, non possiamo permettercelo”.

“Oggi – continua Ortis – ci troviamo di fronte a una nuova sfida e siamo alla vigilia di una tappa importante, quella della fine del lockdown, con la libera circolazione delle persone tra le nostre regioni dopo lo stop dovuto all’esigenza di limitare quanto più possibile il contagio. Nel momento in cui le norme sanitarie di prevenzione ci chiedono ancora il distanziamento tra le persone per impedire al virus di prendere di nuovo terreno, non dobbiamo dimenticarci di stringerci tutti in un ideale e corale abbraccio. Un gesto quanto più significativo, oggi – conclude il senatore – affinché tutti gli italiani e tutte le italiane si sentano parte determinante e costituente della Repubblica. Viva l’Italia! Viva la Repubblica!”.