La trasmissione mezzogiorno Italia in onda su rai tre ha dedicato alla Valle del Volturno l’intera puntata del 17.10.2020.

La trasmissione si è soffermata sulle sorgenti del Volturno a Rocchetta mostrando ai telespettatori le acque limpide del fiume Volturno che scaturiscono improvvise alle falde del Monte Rocchetta o Azzone e alimentano un limpido lago affollato di palmipedi di ogni genere e da altri animali lacustri il fiume esce come un sinuoso sottile nastro d’acqua che attraversa la piana di Rocchetta e in meno di due chilometri giunge alla base del colle della torre dove è la cittadella monastica di San Vincenzo.

Il fiume volturno è il corso d’acqua piu’ grande dell’Italia Meridionale, un sinuoso nastro d’acqua che congiunge le sorgenti all’abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Nel suo lento defluire verso il Mare il Volturno muta repentinamente il suo corso impegnandosi nella spettacolare gola della cartiera di san Vincenzo dove maestosi macigni staccatisi dalle irte pareti interrompono in alcuni punti il rapido fluire delle acque,creando anse e vasche dove vivono specie ittiche di grande interesse.

Le immagini della trasmissione hanno spaziato ampiamente sugli scavi abbaziali di San Vincenzo al Volturno.

Il Monastero benedettino situato presso le sorgenti del fiume Volturno, 200 km a sud-est di Roma, che, con Montecassino, fu’ uno dei principali centri di tradizione monastica dell’Alto Medioevo. Fondato nel 703 circa sul confine nord-occidentale del ducato longobardo di Benevento,da tre nobili Beneventani (Paldo taso e tato) con la donazione del duca Gisulfo I (689-706), venne saccheggiato dai Saraceni nell’881, quando la comunità venne trasferita a Capua.

In questi due secoli il piccolo monastero prosperò rapidamente e durante il IX secolo divenne uno dei maggiori monasteri della cristianità latina. Fin dal 752 il papa Stefano II inviò l’abate Ato (739-760) come messo pontificio presso i Longobardi. monastiche nel 1699, divenendo proprietà di Montecassino. Malgrado la scoperta, nel 1832, di una cripta affrescata del IX secolo, la localizzazione e la topografia del monastero altomedievale non erano note prima degli estesi scavi inglesi iniziati nel 1980.

Ritrovamenticasuali comprendono le iscrizioni, molte delle quali sono incise sui laterizi usati come pavimentazione, e un’importante attestazione dell’attività di lavorazione del vetro-Il programma è proseguito con una visita al Museo dedicato al pittore Charles Moulein nella frazione di Rochhetta Castelnuovo a Volturno, per poi terminare all’interno del vecchio borgo di Rocchetta Alta.

F.red.