Nonostante l’ottimismo che Unilever continua ad ostentare a proposito del futuro di Pozzilli, dopo l’incontro del 17 novembre 2020 ci sentiamo in dovere di… stare ai fatti:

a distanza di un anno dall’inizio della crisi, NON ESISTE UNO STRACCIO DI PIANO INDUSTRIALE!

Gli articoli dei giornali di oggi, citando la posizione aziendale, sembrano riportarci a dicembre 2019:
“Nessun problema per lo stabilimento di Pozzilli” dicevano allora e ripetono oggi
“Non ci sarà nessuna delocalizzazione” dicevano allora e ripetono oggi

Alla videoconferenza Unilever ha confermato:
La chiusura dello stabilimento di Pozzilli per sovraccapacità produttiva del network europeo;
La riconversione dello stabilimento in impianto di riciclaggio della plastica;
Tutte bocciate le proposte (ben 7) di società interessate alla continuità della produzione dei detergenti liquidi: l’azienda no ha intenzione di terziarizzare; Bocciata anche una società che con propri prodotti già garantiva 30/40 posti di lavoro;
“Siamo in fase progettuale avanzata, ma i tempi non saranno brevi”;
L’indotto sarà fortemente impattato (leggi, ridotto);
“I volumi, fino a quando non ci sarà chiarezza, non verranno spostati da Pozzilli”;
Attualmente il Mise, Invitalia e Regione Molise stanno lavorando per trovare il finanziamento che sarà di “decine di milioni di euro”.

Possiamo stare tranquilli a fronte di queste affermazioni? Decisamente no: se l’azienda dichiara che non c’è più un futuro e che intende chiudere, non possiamo stare tranquilli.
Tutto il resto sono chiacchiere: facile promettere che fino a quando non ci sarà chiarezza i volumi non verranno spostati… sono stai già spostati quest’anno!
E le proposte rigettate sulla terziarizzazione? Non sappiamo perché sono state bocciate: l’azienda parla di avventurieri, ma non ci dice altro.

Stiamo ai fatti:
Non esiste un vero piano industriale
Un impianto di riciclaggio della plastica, ammesso che lo si intenda davvero realizzare, non può assorbire il numero di lavoratori impiegato in una fabbrica con una capacità di 300mila tonnellate di detergenti liquidi (questa la ragione per cui la manodopera si è ridotta anno dopo anno e per cui si continuano a offrire incentivi all’uscita su base individuale).

Noi rimaniamo ostinatamente convinti che il futuro di Pozzilli debba avere radici salde nel passato: dobbiamo continuare a produrre detergenti liquidi per un mercato in crescita (anche in considerazione dell’effetto Covid-19 sui prodotti di Presidio medico-chirurgico come Lysoform).
Ma evidentemente quanto fatto a Sanguinetto, in Germania e in Inghilterra non lo si vuole replicare a Pozzilli. E si trova l’elegante scusa che le proposte per la continuità produttiva sono state fatte da presunti “avventurieri” o “dilettanti allo sbaraglio”.

Nel rispetto dei ruoli, soprattutto quello nostro che ci ha visto protagonisti per circa 40 anni alla guida delle relazioni sindacali dello stabilimento che a detta di Unilever era e, secondo noi, rimane la fabbrica più Flessibile, più Professionale, più competitiva e meno costosa del network europeo di Unilever, ribadiamo la nostra contrarietà alla scorciatoia del presunto “Progetto di Riconversione”. La storia industriale italiana ci insegna di diffidare dei progetti di “RICONVERSIONE”. Che fine hanno fatto la gloriosa Olivetti oppure la FIAT di Termini Imerese, ce lo ricordiamo?

Chiediamo che sia data a Pozzilli la stessa dignità di Sanguinetto, di Stavenhagen, di Norwich.

Noi rimarremo sempre al fianco dei Lavoratori, per tutelare Dignità, Professionalità ed Occupazione.

Segreteria ed RSU Cisal

Antonio Martone Mario Scioli Marcello Cerulli