L'Aquila. Per una sera, la notizia sono loro: dopo diciassette anni è tornata a riunirsi tra le faville la congrega agnesina dei Giornalisti in lingua, per celebrare la Sant’Agnese dei cronisti, per i quali ogni giorno è il 21 gennaio. Serata spettacolare a colpi di “lencuate” che ha messo assieme al tavolo diverse generazioni di operatori dell’informazione, riannodando un filo che cominciò nel 1991, con la prima, leggendaria cena, per concludersi nel 2009: quella pre-terremoto era rimasta l’ultima edizione.
Il grande ritorno è avvenuto presso il ristorante La Matriciana, locale con cent’anni di storia, che ha onorato la conviviale grazie al granitico menu orchestrato dal titolare Dino Di Pompeo. Maldicenza sì, ma anche beneficenza: sono state raccolte libere donazioni tra i colleghi da versare all’associazione di assistenza oncologica L’Aquila per la vita.
Al termine degli scrutini da parte dell’ufficio elettorale, presieduto da Walter Capezzali, per l’ambita carica di “Presidente” l’ha spuntata - per due preferenze - Adriano Cantalini, infaticabile promotore della serata alle soglie dello stalking. “Lavannara” è stata eletta Loredana Lombardo mentre Raniero Pizzi si è aggiudicato la “Mamma deji cazzi deji atri”. L’inossidabile presidente dal 2001 al 2009, Mario Narducci, è stato insignito della palma di “Lima sorda”. Giovacchino D’Annibale ha vinto il titolo di “Traffichinu” mentre Andrea “Buscopan” Fusco ha ricevuto il diploma di “Zellusu”. Infine, dopo diciassette anni Daniela Rosone si è ripresa la fascia di “Shampista” e a chiudere Giosafat Capulli ha sbaragliato la concorrenza come “Lengua zozza”. Come premio speciale, per acclamazione unanime, il cronista scomodo investigativo Gianfranco Cocciolone è stato incoronato “Signore oscuro delle forze del male”.
Non finisce qui. I giornalisti rinati nello spirito maldicente si sono dati, in conclusione, appuntamento per il prossimo 17 febbraio quando, nella ventunesima Sant’Agnese delle Sant’Agnesi, le principali congreghe aquilane si ritroveranno di nuovo a cena per cementare il Movimento e festeggiare il Carnevale aquilano.