ISERNIA - È partito da Venafro il ciclo di Assemblee organizzative sul territorio, denominate “Per un Molise ed un’Europa migliore”, che nelle prossime settimane vedrà Coldiretti Molise toccare tutti i maggiori centri della regione. Alla base degli incontri la volontà dell’Organizzazione di affrontare, insieme con gli imprenditori agricoli e zootecnici associati, le principali problematiche agricole sulle quali Coldiretti ha profuso il proprio impegno sindacale.
Dall’ “eccezionalismo agricolo”, alla guerra ai “trafficanti di grano", all’accordo “Marcosur”, passando per la prossima programmazione agricola comune (PAC), questi i temi affrontati dal direttore regionale, Aniello Ascolese, insieme al presidente provinciale di Coldiretti Isernia, Mario Di Geronimo. All’incontro ha preso parte anche il presidente del Consorzio di Bonifica di Venafro, Raffaele Cotugno, che, apprezzando l’attività sindacale di Coldiretti nella difesa e nel sostegno degli imprenditori agricoli molisani, ha ricordato le molteplici attività che Consorzio sta portando avanti a beneficio delle imprese e dei consorziati del comprensorio.
“La nostra incessante azione sindacale verso le istituzioni europee - ha spiegato il direttore Ascolese - ci ha consentito di allontanare definitivamente il pericolo del taglio di 90 miliardi alla Pac e l’introduzione del Fondo Unico, ottenendo la riassegnazione di 10 miliardi di euro della PAC a favore degli agricoltori italiani. Un grande risultato conseguito portando i nostri soci a manifestare dinanzi alla Commissione europea a Bruxelles per contrastare il folle operato della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen”.
Una vittoria cui se ne è aggiunta, a distanza di pochi giorni, un’altra, con il congelamento del Mercosur: l'accordo commerciale di libero scambio fra i Paesi del Sud America con l'UE. Un trattato ritenuto da sempre inaccettabile per Coldiretti in quanto privo del principio di “reciprocità”, dal momento che le imprese dei Paesi sudamericani non sono tenute a seguire le medesime regole in tema di sicurezza alimentare, benessere animale e rispetto delle norme a tutela dei lavoratori.
Grazie alla mobilitazione messa in campo a Bari, lo scorso settembre, Coldiretti ha indotto il Governo in primo luogo a demandare ad ISMEA la determinazione del “costo medio di produzione” del grano duro e successivamente ad istituire la CUN (Commissione Unica Nazionale), che avrà il compito di stabilirne il prezzo medio evitando che questo scenda al di sotto dei costi di produzione.
Nuova sfida lanciata dall’Organizzazione è adesso quella contro il Codice Doganale Europeo: la normativa comunitaria che consente ad un qualsiasi prodotto agricolo e/o zootecnico di fregiarsi del marchio ‘Made in Italy’ nel momento in cui l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale avvenga nel nostro Paese, realizzando un vero e proprio inganno per i consumatori ed un furto di identità a danno dei nostri agricoltori.
Per vincere questa nuova importantissima battaglia Coldiretti ha chiesto anche il sostegno di Comuni e Regioni. affinché approvino una apposita delibera volta a sostenere l’abolizione, o la profonda modifica, del codice Doganale dell’Unione.
Venendo alle questioni di carattere regionale l’attenzione si è poi soffermata in primis sull’emergenza cinghiali. Per combattere l’aumento ormai fuor controllo di questi selvatici Coldiretti Molise ritiene indispensabile dare piena attuazione all’Art. “19 Ter” della legge 157/92, potenziando altresì il selecontrollo e la caccia di selezione. L’Organizzazione, da parte sua, valuterà l’ipotesi di realizzare specifici corsi per formare un “corpo di guardie venatorie volontarie” che possano essere di supporto agli interventi dei selecontrollori.
Per quanto riguarda il settore zootecnico, il direttore Ascolese ha ricordato che “ormai da otto anni Coldiretti Molise attende la redazione di un Piano Zootecnico Regionale che possa risollevare le sorti di questo comparto che pur duramente colpito da diverse crisi, nonostante tutto - ha aggiunto - continua a rappresentare un presidio sui nostri territori. E’ sicuramente necessario che vengano previste specifiche tariffe idriche da parte dell’EGAM per il consumo di acqua negli allevamenti; non è possibile che gli allevatori debbano pagare la risorsa come se fossero utenti “domestici” considerando che un bovino consuma mediamente 100 litri di acqua al giorno.
Indispensabile risulta, poi, anche il rafforzamento del servizio fitosanitario regionale, per salvaguardare le produzioni agricole dalla diffusione di fitopatie che possono provocare, come è accaduto nel recente passato con la peronospora della vite o la xylella per l’olivo, la chiusura di decine di aziende”.
Coldiretti si sta inoltre battendo da anni per ottenere da parte della Regione una mappatura da cui risulti dove sia possibile o meno installare impianti per la produzione di energia elettrica, evitando così il consumo di suolo coltivabile.
"Le sfide che abbiamo davanti sono tante e impegnative - ha affermato il presidente Di Geronimo, concludendo l’incontro assembleare - ma per vincerle c’è bisogno che tutti gli agricoltori facciano sentire la propria voce in modo convinto e propositivo nei confronti delle Istituzioni regionali il cui ruolo è anche quello di garantire sostegno ed opportunità di sviluppo a tutti gli imprenditori agricoli molisani".
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