ATELETA. Nel clou di un’epoca storica segnata da una sensibilità senza precedenti nei confronti della sostenibilità ambientale, con un'agenda globale e direttive europee che chiedono a gran voce la tutela della biodiversità, la transizione ecologica e il ripristino della natura nei contesti urbani per contrastare la crisi climatica, c'è chi sceglie inspiegabilmente di andare contromano.Accade proprio nel nostro piccolo paese di montagna, dove la natura e il verde dovrebbero fare da padroni ed essere custoditi e protetti gelosamente come il patrimonio più prezioso.
Con l’avvio dei lavori edili all'interno del parco, la nostra Amministrazione Comunale sta impartendo al paese una memorabile lezione sulla tanto decantata sostenibilità ambientale, purtroppo però alla rovescia.L'intervento, ancora in corso, ha determinato lo smantellamento di buona parte della bella collina che da sempre ha caratterizzato il nostro parco e di ulteriori aree verdi circostanti, sacrificati in nome di un edificio privo di qualsiasi armonia con il contesto limitrofo, e questo sotto gli occhi silenziosi dell’intera Comunità.Insomma, proprio chi dovrebbe guidarci nella transizione ecologica e provvedere a potenziare, estendere e valorizzare le aree verdi esistenti, si arroga il prepotente diritto di distruggerle nel bel mezzo di una crisi climatica e ambientale mondiale.Tra incredulità e indignazione, c’è da chiedersi poi quale idea di bellezza guidi chi pensa che questa gettata di cemento possa ben inserirsi nel contesto di un parco pubblico di un paesino di montagna.Ma se “de gustibus non disputandum est”, ci sarebbe da discutere come minimo sulla reale necessità del progetto che vedrà i cittadini ateletesi privati di una parte di parco comunale.
Tuttavia, sono certa che nessun lungimirante buon proposito potrà mai giustificare lo scempio che è stato fatto per realizzare un’oscenità di tale portata!
Antonella Donatelli
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