Non possiamo che riporre la nostra fiducia nel Mise, chiedendo alla sottosegretaria Todde di farsi garante di una iniziativa di reale rilancio a lungo termine e non di un semplice tatticismo finalizzato a prendere tempo per meglio attrezzarsi per la chiusura.
Nel registrare questa ennesima capriola da parte dell’azienda, non ci sfugge che le RELAZIONI SINDACALI sono state azzerate e un presunto PIANO INDUSTRIALE sia ancora tutto da valutare.
Anche per questo rimaniamo vigili a tutela del futuro della fabbrica e dei lavoratori.
I lavoratori registrano che appena due settimane fa si diceva che non c’era problema. Poi si preannunciavano prepensionamenti e si lasciava intendere una terziarizzazione. Infine si è parlato di riconversione. E ora di rilancio. Rivendichiamo quindi l’efficacia di una azione di protesta partecipata e civile, che ha costretto l’azienda ad addivenire (si spera) a più miti consigli. “Appare infatti evidente come i 9 giorni di sciopero abbiano costretto l’azienda a rivedere i propri piani”.
Attendiamo con ansia i dettagli del piano per porre fine a questa inaccettabile odissea per i lavoratori di Pozzilli