CASTEL DI SANGRO-AQ. La situazione che si sta delineando per i presidi di Agnone ed Isernia, rappresenta un tema di grande preoccupazione per l’intera area ma anche l’Altosangro, in quanto il presidio isernino accoglie numerosi pazienti del nostro territorio. Tuttavia – SCRIVE Angelo Caruso - l’allarme di un probabile ridimensionamento lo avevo lanciato tre anni fa quando tenni un incontro qui a Castel di Sangro con i Sindaci Saia e Castrataro. L’argomento trattato era proprio quello di tracciare un modello di accordo di confine tra i tre ospedali e ciò prima che arrivasse la scure del commissario alla sanità. Le volontà dei due colleghi fu favorevole, ma senza ulteriore seguito, sebbene il direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria dott. Cosenza mi diede la massima condivisione all’iniziativa che il Consiglio Comunale con delibera N. 8 del 11/02/2017 aveva sancito.
A tal riguardo il Comune di Castel di Sangro con la precitata decisione aveva chiesto il riconoscimento di area di confine interregionale finalizzata a promuovere un accordo tra la Regione Abruzzo e la Regione Molise idoneo a regolare i flussi di mobilità sanitaria interregionale, ma anche per la programmazione integrata. Altro aspetto trattato era quello legato alla revisione del perimetro del 118 particolarmente richiesto dai Comuni molisani contermini, i quali hanno sempre segnalato la necessità di fruire del soccorso da Castel di Sangro e non da Isernia o Agnone. La ragione di fondo – conclude il primo cittadino di Castel Di Sangro - che determinò l’iniziativa stava nel fatto che attraverso un sistema integrato di servizi sanitari si sarebbero raggiunti qugli obiettivi di razionalizzazione della spesa ed un efficientamento delle prestazioni, voluti dalla legge Lorenzin. In tal modo avremmo prevenuto quello che sta accadendo oggi che era sin troppo scontato che accadesse, dunque l’aver sottovalutato il rischio rende oggi molto più complessa la soluzione dei problemi, che attengono in particolar modo alla carenza di medici (circa 30 mila) ed al mancato raggiungimento dello standard di prestazioni previste dalla legge, oggi purtroppo sotto la soglia. Ad ogni buon conto oltre a rappresentare la vicinanza al collega Castrataro e Saia, mi sento di rinnovare loro la disponibilità di riprendere il discorso dell’accordo di confine quale unica strategia per arrivare ad un modello di sanità sostenibile.
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