Fresco di stampa, il volume Voci e sguardi dall’ombra Lina Pietravalle- Shafiqa Efendizade, scritto da Maria Stella Rossi con Melaike Huseyin, propone la lettura di un saggio che avvicina due donne e letterate che partendo da geografie lontane, furono promotrici di ideali e di realtà vicini, tanto che nel sottotitolo si legge Inattese Vicinanze. Allora cosa lega Lina Pietravalle, voce potente e ancestrale del Molise rurale, a Shafiqa Efendizade, pioniera del giornalismo azerbaigiano tra i bagliori del boom petrolifero di Baku? All' apparenza, nulla. Eppure, scavando oltre i veli della storia e del silenzio, Maria Stella Rossi e Melaike Huseyin, hanno rintracciato un'eco comune che vibra attraverso il tempo. Ne consegue che questo libro non è solo una ricerca letteraria e storiografica, ma un dialogo interiore tra due anime libere che hanno lottato contro l'oscurità dell'ignoranza e i pregiudizi del loro tempo. Lina con il suo realismo che indaga e accoglie la voce degli ultimi, e in questa, la voce delle donne, Shafiqa, con la sua penna rivolta all'emancipazione delle donne musulmane nel Caucaso, emergono qui sorprendentemente vicine. In questo saggio le autrici ci guidano in un viaggio che attraversa e comprende il cuore profondo dell'Italia del Sud e la nascita della Repubblica Democratica dell'Azerbaigian, dimostrando che il desiderio di conoscenza e il coraggio di esistere oltrepassano ogni confine.
Il volume, edito dalla BastogiLibri, Casa Editrice con sede in Roma, diretta da Roberta Manuali, condensa nella sua bella veste grafica due saggi, e due letture diverse, quella mia letteraria, quella di Melaike Husejin, storica. E poi due personaggi, quello di Lina Pietravlle e di Shafica Efendizade, così lontane, se si pensa ai luoghi, il Molise e il Sud Italia e l’Azerbaigian, eppure così vicine, in ciò che custodiscono nel profondo, in quel luogo sacro e inviolabile che abita le loro vite. In Voci e Sguardi dall’ombra, che già nel titolo ci indica una possibile chiave di lettura, occhi, anime, luci e ombre, parole e silenzi, coraggio, visioni, forza e vulnerabilità, lungimiranza e consapevolezza, formano un mix sintonico, che viaggia per assonanze. Con la loro elevata scrittura, con i loro temi, poetiche e analisi culturali, sociali, storiche e antropologiche, tracciano un percorso di conoscenza e di riflessione che si dipana con chiarezza e con profondità. Come ho già scritto nell’introduzione al Saggio Voci dal Molise del 2021, ho incontrato idealmente Lina Pietravlle, nello studio di mio padre, leggendo le Novelle molisane, un suo libro, che mi coinvolse e mi catturò, ricordo che piansi amaramente per la fine della gatta Maria Rosa, e che le sue figure femminili si impressero come fuoco nella mia mente. Approfondire e riportare alla luce, altri aspetti della personalità narrativa della scrittrice barbara e raffinita, e di nuovo porla all’attenzione, è il quid intorno al quale si tesse questo nuovo saggio che qui lancia voci da un tempo che pare remoto, ma tale non è perché ancora oggi in maniera e tempi diversi vari accadimenti e realtà continuano a verificarsi.
E così questo Saggio doppio è in realtà un incrocio di sguardi tra Lina, Shafica, il mio e quello di Melaike, con la quale è iniziata un’amicizia che sia contraddistingue anche per quella necessità di comunicare conoscenze e studi. Voci e sguardi dall’ombra, si pone in continuità con Degersiz Kadinlar, in italiano Le donne minori, che Melaike ha tradotto in turco per la Casa Editrice Matbuat, perché traccia e lancia con forza, una visione, una sorta di messaggio, ma anche un accorato invito ad entrare nel loro mondo per fare incontri che travalicano la storia e la letteratura. Questi colloqui tra letterate, confermano la certezza che non ci sono confini tra le terre e i popoli, che non ci sono barriere e muri, perché lo spirito di libertà e di conoscenza unisce e non separa, accoglie e non respinge, costruisce e non distrugge ponti tra i popoli e le loro menti più illuminate e palpitanti di vita, e tra queste quelle della Pietravalle e di Efendizade, che ne hanno scritto, per tutto il tempo della loro esistenza difficile e complessa, e in periodi storici altrettanto penalizzanti e ostici.