ROMA – Un meritorio corso di sartoria per i detenuti del carcere di Rebibbia a Roma. Favorendone la rieducazione, il recupero e il reinserimento sociale. Si chiama “Made in Rebibbia - Ricuciamolo insieme” la lodevole iniziativa, giunta all’ottava edizione, che vede protagonista Sebastiano Di Rienzo, il noto maestro sarto di Capracotta (Isernia), oggi presidente onorario dell’Accademia Nazionale dei Sartori.Il laboratorio di sartoria, sotto la guida del maestro molisano, è attivo per un anno accademico all’interno del carcere, con la partecipazione di detenuti quali allievi. Al termine della formazione, all’inizio dell’estate, viene organizzato il defilé con la trentina di capi realizzati dai detenuti durante l’anno. Un evento con al centro la riabilitazione e l’integrazione degli stessi detenuti, facendo dell’arte sartoriale uno strumento di trasformazione sociale. Un esempio è offerto da Manuel Zumpano, ex ospite di Rebibbia, attualmente impiegato presso una delle sartorie associate all'Accademia Nazionale dei Sartori. “Oggi a tutti gli effetti sono un sarto - ha sottolineato Zumpano, a margine dell’evento.
“Sono qui per rieducare, e penso di riuscirci, perché assieme facciamo un percorso bellissimo: il loro contatto con la bellezza li cambia positivamente - ha detto Di Rienzo a margine dell’evento tenutosi nel cortile di Rebibbia, con la presenza delle massime istituzioni e di un selezionato pubblico. Il maestro sarto di Capracotta ha iniziato l’attività giovanissimo da Valentino a Roma, diventando poi uno dei più apprezzati artigiani della Capitale. Legatissimo al Molise, ogni due settimane torna a Capracotta, paese che ha esaltato in tutto il mondo ai massimi livelli.
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