CAMPOBASSO. La sanità molisana sta attraversando una trasformazione profonda, che riguarda insieme l’organizzazione delle cure, il rafforzamento degli ospedali e la costruzione di servizi più vicini alle persone.In relazione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali del comparto infermieristico, l’ASReM ritiene di dover parlare con chiarezza ai dipendenti e ai cittadini.Il diritto a rappresentare le difficoltà di chi opera ogni giorno nei servizi sanitari è pienamente rispettato; non può però essere accreditata l’immagine di un’Azienda ferma, che non abbia ascoltato le criticità o adottato interventi concreti. Le misure sul personale sono partite da tempo. Dal solo 1° gennaio 2026 sono stati acquisiti, secondo la ricognizione disponibile, circa 36 infermieri e 39 operatori sociosanitari. Nel periodo successivo al confronto in Prefettura, attraverso nuove immissioni in servizio e assegnazioni mirate, sono stati destinati ai presidi ospedalieri 52 infermieri e 3 operatori sociosanitari.I due dati descrivono perimetri differenti e non devono essere automaticamente sommati: il primo riguarda le acquisizioni intervenute dall’inizio dell’anno; il secondo il complesso delle nuove immissioni e delle assegnazioni mirate effettuate negli ospedali dopo il confronto prefettizio. L’Azienda completerà il prospetto analitico con le date di presa di servizio, la natura delle assegnazioni e la distribuzione tra Campobasso, Termoli e Isernia, distinguendo nuove assunzioni, ricollocazioni e sostituzioni.Tuttavia, l’ASReM non sostiene che ogni difficoltà sia già risolta. Restano situazioni di pressione in alcune unità operative, nella gestione dei turni, nella copertura delle assenze, nella programmazione delle ferie e nella distribuzione del personale. Ma le procedure strutturali proseguono.
È in corso una verifica reparto per reparto, perché il fabbisogno reale non può essere calcolato contando soltanto le persone formalmente assegnate. Devono essere considerati la disponibilità effettiva per i turni, i rapporti a tempo parziale, le assenze prolungate, le limitazioni lavorative, i posti letto attivi, i carichi assistenziali, gli accessi ai pronto soccorso e le esigenze di servizi come dialisi, sale operatorie, cardiologie, terapie intensive ed emergenza.Una distribuzione di capitale umano tra i tre ospedali che deve essere equa e proporzionata ai bisogni dei pazienti, alla complessità delle attività e al rischio assistenziale, riconoscendo i problemi, misurandoli correttamente e affrontandoli con decisioni concrete e verificabili.
Il confronto con tutti gli attori coinvolti non è mai stato interrotto e deve ora servire a verificare gli effetti degli interventi, individuare le criticità residue e definire le ulteriori azioni necessarie. Perché il benessere dei lavoratori è una condizione essenziale per la sicurezza e la qualità delle cure. Dunque, l’ASReM conferma la disponibilità a un confronto tecnico con le organizzazioni sindacali, fondato su dati aggiornati e riferiti alle singole unità operative, non su rappresentazioni generali o precedenti agli interventi già realizzati.La tutela dei lavoratori e la sicurezza dei pazienti sono parti della stessa responsabilità. L’ASReM continuerà quindi a lavorare lungo tre direttrici: rafforzare gli organici, distribuire le risorse secondo i bisogni assistenziali reali e completare la nuova rete territoriale. La sanità molisana ha bisogno di un confronto serio, fondato sui fatti, e di persone, servizi e risultati concreti. È su questi risultati che l’Azienda intende confrontarsi con i lavoratori e con i cittadini.