Territorio

Giornata Mondiale dell’alimentazione. A Pozzilli il cibo diventa educazione: la merenda dei bambini al centro di un incontro con esperti e famiglie

Pubblicato: 18-10-2026 - 85
Giornata Mondiale dell’alimentazione. A Pozzilli il cibo diventa educazione: la merenda dei bambini al centro di un incontro con esperti e famiglie Territorio

Giornata Mondiale dell’alimentazione. A Pozzilli il cibo diventa educazione: la merenda dei bambini al centro di un incontro con esperti e famiglie

Pubblicato: 18-10-2026 - 85


Da NutFruit Italia un appuntamento per ripensare il rapporto con l’alimentazione. Medici, nutrizionista, docente universitario e insegnante si sono confrontati con il folto pubblico.

POZZILLI – C’è un gesto che si ripete ogni giorno, spesso in modo automatico, nelle case e nelle scuole: preparare la merenda per i bambini. Un’abitudine apparentemente semplice, che in realtà racchiude questioni importanti legate alla salute, alla crescita, all’educazione e alla formazione di stili di vita destinati ad accompagnare i più piccoli anche nell’età adulta. È proprio da questa quotidianità che prende le mosse “Crescere con la merenda giusta – Parliamone insieme”, l’incontro promosso da NutFruit Italia in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, sabato 17 ottobre, presso lo stabilimento aziendale di Pozzilli, in via della Farmaceutica n. 7.Un appuntamento che ha inteso andare oltre la celebrazione simbolica di una ricorrenza internazionale, per trasformarla in un’occasione concreta di informazione, confronto e consapevolezza. Perché parlare di alimentazione significa parlare di salute, ma anche di cultura, responsabilità educativa e qualità della vita.



Il cibo non è soltanto nutrimento



Mangiare è una necessità biologica, ma il modo in cui ci alimentiamo racconta molto di più: le nostre abitudini, il contesto familiare, le tradizioni, il rapporto con il corpo e la capacità di compiere scelte consapevoli.L’alimentazione, troppo spesso vissuta come un obbligo quotidiano o ridotta a una questione di quantità e calorie, merita invece di essere riscoperta come parte integrante del benessere individuale e collettivo.È soprattutto durante l’infanzia che si costruiscono molte delle abitudini destinate a consolidarsi nel tempo. La famiglia rappresenta il primo ambiente educativo, mentre la scuola contribuisce a sviluppare conoscenze, comportamenti e sensibilità. In questo percorso, la merenda assume un significato che va ben oltre il semplice intervallo tra un pasto e l’altro: può diventare un’opportunità per imparare a conoscere gli alimenti, comprenderne il valore e sviluppare un rapporto equilibrato con il ciboNon si tratta di demonizzare un alimento o di imporre regole rigide, ma di aiutare bambini e adulti a orientarsi tra informazioni, consuetudini e scelte quotidiane, valorizzando varietà, equilibrio e adeguatezza alle diverse esigenze.



La salute dei bambini al centro del confronto



Il tema della merenda scolastica offre così un punto di partenza concreto per affrontare questioni più ampie: quali sono le esigenze nutrizionali durante la crescita? Quali abitudini è opportuno promuovere? Qual è il ruolo dei genitori e degli insegnanti? Come distinguere le indicazioni scientifiche dalle convinzioni diffuse e dalle informazioni talvolta contraddittorie?Sono domande che riguardano direttamente le famiglie e che richiedono risposte comprensibili, fondate e accessibili.



Anche il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di promuovere sani stili di vita fin dai primi anni, ricordando come le abitudini alimentari si formino precocemente e siano fortemente influenzate dal contesto familiare. Un’educazione efficace, dunque, non si esaurisce nella teoria, ma deve tradursi in scelte concrete nella vita di tutti i giorni.È in questa prospettiva che l’incontro di Pozzilli si è proposto come un momento di dialogo tra competenze differenti, mettendo in relazione conoscenze mediche, nutrizionali, scientifiche ed educative.



Sei voci per affrontare un tema comune



A guidare la serata il giornalista Maurizio Varriano, è stato chiamato a coordinare gli interventi e a favorire il dialogo tra i relatori e il pubblico.Si sono alternate nelle relazioni il Cavaliere Claudio Papa, la dottoressa Carmela Filice, medico scolastico, il dottor Antonio Zaccarella, pediatra, la dottoressa Simona Di Nezza, nutrizionista, il professor Sebastiano Delfine, docente dell’Università degli Studi del Molise, e Silvana Palumbo, maestra in pensione. Il coordinamento organizzativo dell’evento è stato di Antonella Silvestri. La musica a tema è stata interpretata dal cantautore Lino Rufo. Esaustiva chiusura a cura della consigliera regionale delegata al sociale, Stefania Passarelli. La pluralità delle esperienze ha rappresentato uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa. La salute, infatti, non può essere affrontata attraverso un unico punto di vista: accanto alle conoscenze mediche e nutrizionali, occorre considerare il ruolo della scuola, il valore della divulgazione scientifica e l'esperienza educativa maturata nel rapporto quotidiano con i bambini. Il contributo dei relatori, orientato a fornire elementi di conoscenza e spunti di riflessione, ha generato interesse e coinvolgimento.



Non soltanto, quindi, una successione di interventi, ma un confronto aperto, nel quale il pubblico ha partecipato attivamente e trovare risposte a dubbi che spesso emergono nella gestione quotidiana dell’alimentazione dei più piccoli.



Dalla conoscenza alle scelte quotidiane



Il valore di iniziative come questa risiede soprattutto nella possibilità di avvicinare la conoscenza scientifica alla vita reale. Le indicazioni sulla corretta alimentazione acquistano significato quando riescono a diventare strumenti utili per le famiglie, capaci di orientare le decisioni senza generare ansie, rigidità o inutili allarmismi. La merenda, in questo senso, diventa il simbolo di una responsabilità condivisa. Non riguarda soltanto ciò che viene messo nello zaino prima di andare a scuola, ma anche il modello alimentare che gli adulti trasmettono attraverso le proprie abitudini, l'attenzione alla qualità degli alimenti e la capacità di educare senza trasformare il cibo in una fonte di conflitto. Educare all’alimentazione significa anche insegnare il valore della varietà, della moderazione e della consapevolezza, aiutando i bambini a sviluppare un rapporto sereno con il cibo. Significa, inoltre, riconoscere che la salute si costruisce nel tempo, attraverso tanti piccoli comportamenti ripetuti ogni giorno. L'incontro di Pozzilli parte da una questione vicina a tutti per stimolare una riflessione più ampia sul valore dell'alimentazione e sull'importanza di una cultura della prevenzione.L'obiettivo è semplice, ma tutt'altro che scontato: imparare a considerare l'alimentazione non come un peso da sopportare, bensì come una scelta quotidiana di cura, conoscenza e responsabilità. Perché il benessere comincia anche da ciò che scegliamo di mettere in tavola e dall'educazione che, attraverso quelle scelte, siamo capaci di trasmettere alle nuove generazioni.


Gallery dell'articolo





Articoli Correlati


cookie