Sabato 24 ottobre, nell'ex Chiesa del Convento della Maddalena, un convegno promosso dalla Confederazione Italiana Archeologi riunirà studiosi, professionisti e istituzioni per confrontarsi su ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico. Una giornata dedicata alle nuove scoperte, alle sfide della professione e al ruolo dell'archeologia nello sviluppo culturale del territorio.
CASTEL DI SANGRO (AQ) – Il passato non è soltanto memoria, ma una risorsa preziosa per comprendere il presente e costruire il futuro. È questo il messaggio al centro di “Dove il progetto incontra il passato – Professione e tutela in Abruzzo”, il convegno promosso dalla Confederazione Italiana Archeologi (CIA) – Sede Abruzzo, in programma sabato 24 ottobre 2026, a partire dalle ore 9.30, nella suggestiva cornice dell'ex Chiesa del Convento della Maddalena, a Castel di Sangro. Un appuntamento che porterà nel cuore dell'Alto Sangro archeologi, ricercatori, docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e professionisti impegnati nella salvaguardia del patrimonio storico e archeologico. L'obiettivo è favorire il dialogo tra ricerca scientifica, tutela e progettazione, valorizzando il contributo dell'archeologia alla conoscenza del territorio e alla conservazione della sua identità culturale.
L'Abruzzo custodisce infatti un patrimonio archeologico di straordinaria ricchezza, fatto di insediamenti antichi, testimonianze materiali, paesaggi storici e siti ancora oggetto di studio. Un'eredità che non rappresenta soltanto una preziosa testimonianza del passato, ma anche un'opportunità di crescita culturale e di valorizzazione per le comunità locali. Il convegno offrirà così l'occasione per condividere esperienze, presentare risultati scientifici e riflettere sulle prospettive di un settore chiamato a confrontarsi sempre più spesso con le trasformazioni del territorio. Ad aprire ufficialmente i lavori, alle ore 10.00, saranno i saluti istituzionali di Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell'Aquila.
Un viaggio tra scoperte, ricerche e testimonianze del passato
Il programma scientifico proporrà un percorso attraverso alcune delle più interessanti esperienze di ricerca archeologica condotte in Abruzzo, mettendo in relazione epoche storiche, metodologie di indagine e differenti realtà territoriali. Tra i temi affrontati figurano le ricerche nel sito archeologico di Campo Dragone, a Scontrone, gli studi sul Paleolitico abruzzese e le indagini nel territorio di Calascio. Uno sguardo oltre i confini regionali sarà invece dedicato alla riscoperta della Basilica di Vitruvio a Fano, significativa esperienza di ricerca archeologica proposta come occasione di confronto e approfondimento scientifico. Ampio spazio sarà riservato anche al rapporto tra archeologia, progettazione e recupero del patrimonio storico. Gli interventi prenderanno in esame la chiesa di Santa Maria Maddalena a Castel di Sangro, i tratturi della provincia dell'Aquila, testimonianze fondamentali della civiltà pastorale e della transumanza, il sito di Roseto degli Abruzzi, in località San Giovanni, e le indagini archeologiche condotte a Case Pente, nel territorio di Sulmona. Esperienze diverse, accomunate dall'esigenza di approfondire la conoscenza dei luoghi e restituire valore alle testimonianze storiche che contribuiscono a definire l'identità delle comunità.
Archeologia preventiva e nuove prospettive di tutela
Nel pomeriggio l'attenzione si concentrerà sulle attività di archeologia preventiva e sulle più recenti esperienze di ricerca sul campo. Tra gli approfondimenti previsti figurano la necropoli dell'Età del Ferro individuata in località Piano d'Accio, a Teramo, le indagini archeologiche nell'area di Pozza-San Marco di Amiternum e gli studi dedicati all'archeologia subacquea e al paesaggio marittimo lungo la costa abruzzese.
Un insieme di contributi che restituisce la varietà del patrimonio archeologico regionale, dalle aree interne e montane fino alla fascia costiera, evidenziando l'importanza delle attività di ricerca, documentazione e salvaguardia. Il convegno sarà anche un'occasione per approfondire il rapporto tra tutela archeologica e trasformazioni del territorio, un tema sempre più centrale nella realizzazione di opere pubbliche e private e negli interventi di riqualificazione del patrimonio esistente. La partecipazione di rappresentanti delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, docenti universitari, architetti e archeologi professionisti consentirà di mettere a confronto competenze ed esperienze differenti, nella consapevolezza che una tutela efficace richiede collaborazione, programmazione e dialogo costante tra tutti i soggetti coinvolti.
Il ruolo dell'archeologo tra professione e valorizzazione
Uno dei temi centrali dell'iniziativa sarà il riconoscimento del ruolo professionale dell'archeologo, una figura il cui contributo non si esaurisce nello scavo e nello studio dei reperti, ma assume un'importanza fondamentale anche nei processi di pianificazione e trasformazione del territorio. Dalla ricerca scientifica all'archeologia preventiva, dalla documentazione delle testimonianze storiche alla progettazione di interventi di valorizzazione, il lavoro dell'archeologo rappresenta uno strumento indispensabile per coniugare le esigenze di sviluppo con la salvaguardia del patrimonio culturale. In una regione come l'Abruzzo, dove paesaggio, storia e identità locale sono profondamente intrecciati, questa professionalità assume un valore particolarmente significativo. La sfida è superare una visione dell'archeologia limitata alla sola conoscenza del passato, riconoscendone il ruolo attivo nelle scelte che riguardano il presente e il futuro dei territori. In questa prospettiva, il dialogo tra professionisti, amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali e comunità diventa essenziale per promuovere una cultura della tutela capace di accompagnare lo sviluppo, anziché essere percepita come un ostacolo. Conoscere e proteggere il patrimonio archeologico significa, infatti, non soltanto custodire la memoria dei luoghi, ma anche creare nuove opportunità di valorizzazione culturale e territoriale.
Castel di Sangro al centro del confronto sull'archeologia abruzzese La scelta di Castel di Sangro come sede del convegno conferisce all'iniziativa un significato particolare. La città, con il suo patrimonio storico e archeologico, diventerà per un giorno un punto d'incontro tra il mondo della ricerca, le istituzioni e i professionisti della tutela. A moderare la giornata sarà Carlo Di Clemente, archeologo e direttore del Museo della Torre Medievale di Villetta Barrea.
Alle 16.15 è previsto uno spazio dedicato alle opinioni e al confronto, durante il quale sarà possibile approfondire le questioni emerse dagli interventi e condividere riflessioni sulle prospettive future del settore. La conclusione dei lavori è fissata alle 17.15. Al termine del convegno, per chi lo desidererà, sarà possibile visitare il Museo Civico Aufidenate, un'opportunità per conoscere da vicino alcune delle testimonianze più significative della storia antica del territorio.L'appuntamento del 24 ottobre si propone dunque come qualcosa di più di una giornata di approfondimento scientifico: un momento di incontro e sensibilizzazione per riaffermare il valore dell'archeologia come strumento di conoscenza, tutela e crescita culturale.Un'occasione per ricordare che il patrimonio archeologico non appartiene soltanto al passato, ma rappresenta una responsabilità collettiva e una risorsa da trasmettere alle generazioni future. Perché, come sottolinea il messaggio scelto dalla Confederazione Italiana Archeologi per accompagnare l'iniziativa, “L'archeologia costruisce ponti tra il passato e il futuro”.
L'appuntamento
Il convegno “Dove il progetto incontra il passato – Professione e tutela in Abruzzo”, promosso dalla Confederazione Italiana Archeologi – Sede Abruzzo, si svolgerà sabato 24 ottobre 2026, presso l'ex Chiesa del Convento della Maddalena a Castel di Sangro (AQ). La registrazione dei partecipanti è prevista alle ore 9.30, con apertura ufficiale dei lavori alle ore 10.00. La conclusione del convegno è fissata alle ore 17.15, con possibilità di visita al Museo Civico Aufidenate.
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