CAMPOBASSO. Gli animaletti della foresta si risvegliano per partecipare ai banchetti, di fronte alle sirenette che vagano nell’azzurro del mare, fin troppo caste rispetto agli angeli e ai demoni colorati d’oro. Paesaggi familiari, madonne, santi e personaggi dei sogni di bambino nella luce accesa di pennellate precise. Fiori ed eroi a cavallo. E’ il mondo incantato, fiabesco, vivo, luminoso, di un artista sognatore, fin da bambino, racchiuso nelle tele. E’ il mondo di Maurizio Belnudo che guarda, immagina, riproduce, cambia, aggiunge ma sempre trasmette emozioni. Quadri grandi, grandissimi a volte piccoli come finestrelle colorate sul mondo immaginato. Un viaggio d’un artista timido, appassionato di pittura, talvolta incompreso ma deciso, caparbio, persino pignolo, che non si è mai piegato alla quotidianità di provincia. Quegli stereotipi che l’avrebbero voluto lavoratore rassegnato al servizio del concreto, al servizio di una vita buia, piatta, normale.

Opera Belnudo
Opera Belnudo

Lui, invece, dipinge, per sfogo, per passione, da autodidatta, da primo della classe senza avere una classe. Studia da solo dipinti, grandi maestri, figure, prospettive. E il suo sogno s’imprime nei quadri che rivelano la voglia di tornare bambino, che riprendono i colori vivaci dei giocattoli, dei personaggi di fiabe e cartoni. Ma, a volte, i sogni, da grande, diventano realtà. R.m.