Sanità

Isernia: le proposte del gruppo “LENEOMAMME” per la salvaguardia dei reparti di ostetricia e ginecologia del Veneziale di Isernia.

Pubblicato: 09-03-2016 - 441
Isernia: le proposte del gruppo “LENEOMAMME” per la salvaguardia dei reparti di ostetricia e ginecologia del Veneziale di Isernia. Sanità

Isernia: le proposte del gruppo “LENEOMAMME” per la salvaguardia dei reparti di ostetricia e ginecologia del Veneziale di Isernia.

Pubblicato: 09-03-2016 - 441


ISERNIA. Il gruppo de “LENEOMAMME” di Isernia, nato tre anni fa in occasione della fortunata conoscenza tra donne che intraprendevano insieme il percorso della maternità, è cresciuto pian piano dalla volontà di una mamma che ha iniziato a condividere le proprie esperienze su gravidanza, allattamento, puerperio, accudimento dei bambini nelle diverse fasi di crescita con altre tre mamme conosciute in occasione del corso pre-parto. Nei giorni scorsi le “mamme” isernina e non, hanno dato vita ad un interessante dibattito sull’attuale situazione della sanità molisana. Da una lettera inviata alla nostra redazione, sintetizziamo le proposte che “LENEOMAMME” hanno fornito per il miglioramento dei reparti di ostetricia e ginecologia. Consigli inviati in una lettera al dottor Flavio Giannini, alla dottoressa Donnina Pannoni, alla dottoressa Rosa Iorio e alla dottoressa Luciana Vacca. Si legge nella lettera:

“Vogliamo fortemente che il reparto di ostetricia e ginecologia raggiunga e superi le famose 501 nascite che vengono richieste per evitarne la chiusura:

  • Flessibilità di orario per i corsi pre-parto (mattina-pomeriggio-sera) per consentire a tutte le mamme di parteciparvi (sappiamo della possibilità di avvalersi del certificato medico per partecipare ai corsi, ma ci sono situazioni in cui neanche questa è una soluzione data la criticità del rapporto di lavoro).

  • Presenza e coinvolgimento attivo di un’ostetrica presso il consultorio durante il corso pre-parto.

  • Travaglio e parto: sarebbe gradito dare alle gestanti l'opportunità di scegliere la posizione per partorire (non necessariamente da sdraiate) ed avere una o più sale travaglio accoglienti, dotate anche di pochi accorgimenti essenziali come stereo, vari tipi di seduta, corde, ecc. (alcune ostetriche si avvalgono già di questi strumenti e noi vorremmo che diventasse una prassi).

  • Possibilità di somministrare l’epidurale a chi ne fa richiesta.

  • Incoraggiare, nei casi in cui è possibile, il parto naturale anche dopo un parto cesareo.

  • Nel caso specifico dei parti cesarei, ci piacerebbe fosse data, da subito, alla madre, la possibilità di stare col neonato e, nel caso non fosse possibile, di dare la stessa opportunità al padre, ritardando pratiche come il primo lavaggio, la prima pesata e il taglio del cordone in favore del primo contatto tra madre e neonato.

  • Sostenere l'allattamento: fare sempre in modo che madre e neonato siano a contatto da subito e per il tempo necessario per favorire l’attaccamento al seno (sarebbe auspicabile maggiore presenza ed empatia da parte delle ostetriche). Inoltre, allattamento a richiesta vuol dire non avere poppate prestabilite ed evitare ciucci, aggiunte e glucosate (salvo diverse indicazioni del medico che però andrebbero comunque portate all’attenzione dei genitori per chiederne il consenso alla somministrazione); portare il più possibile i neonati nelle stanze riservate alle mamme oppure chiamare le mamme nel nido per attaccarli a richiesta.


Facciamo presente che non dovrebbero esserci discordanze tra il personale del nido e il personale del reparto di ostetricia. La definizione di una linea unica sull'allattamento è necessaria. Attualmente accade che, da un lato le ostetriche e i ginecologi raccomandano di allattare a richiesta, dall'altro le infermiere del nido consigliano di allattare con orari fissi: un evidente paradosso.  mamme-web

  • Richiesta del rooming-in (neonato accanto alla mamma, con massimo due madri per stanza e possibilmente con bagno in camera); nel caso il rooming-in non fosse fattibile, basterebbe portare il neonato tutto il giorno alla madre e di notte farlo allattare a richiesta.

  • Evitare visite di parenti ed amici (da consentire eventualmente solo in aree preposte, in assenza dei neonati e non negli orari in cui mamma e/o neonato mangiano).

  • Focalizzare l’attenzione sull’igiene in quanto attualmente non rappresenta un punto di forza dei reparti in questione.

  • Assistenza alla neomamma: consentire l’ingresso e l’assistenza a qualsiasi ora di un parente scelto dalla neomamma (sia per il cesareo che per il parto spontaneo).

  • Supporto pre e post parto: assistenza domiciliare di un'ostetrica che segue le neomamme per una settimana dopo il parto.

  • Gruppi di allattamento: un giorno a settimana si potrebbero riunire, in un locale messo a disposizione dalla struttura sanitaria, le donne che cominciano ad allattare e quelle che allattano da più tempo (in qualità di volontarie), tutte con il loro piccolo lattante. Nella prima mezz'ora dovrebbe essere presente anche un'ostetrica che spiega le varie tecniche e sostiene l’allattamento. In questo modo sarebbero favoriti il confronto e il rispecchiarsi delle mamme che vivono esperienze simili. I gruppi sarebbero quasi completamente autogestiti e il costo sarebbe più che sostenibile. La struttura dovrebbe solo mettere a disposizione una stanza e una professionista. L'assistenza post parto per l'allattamento è una realtà in essere nell'Italia del nord, dove il consultorio organizza persino corsi di massaggio neonatale gratuiti. Per far decollare questo tipo di iniziative basterebbe consentire al consultorio di ricevere il supporto di volontarie, tra cui mamme tutor, giovani ostetriche che vogliono fare esperienza, medici volontari o in pensione, ecc.

  • Proponiamo un corso di counseling relazionale per tutto il personale dei reparti (infermieri, ostetriche, dottori e portantini): una sana ed equilibrata relazione tra paziente e personale migliorerebbe la qualità della degenza.

  • In particolare nel reparto di pediatria, abbiamo immaginato stanze e corridoi più colorati. Ci siamo ispirate a un progetto di cui vi riportiamo i dettagli (link a cui potrete facilmente accedere tramite internet): http://www.incredibilia.it/artisti-ospedale-bambini-londra/. Come si legge nell’articolo “gli ospedali possono apparire spaventosi, specialmente ai bimbi“. Saremmo felici di poter dare il nostro contributo per restituire un aspetto più confortevole al reparto. A questo scopo potremmo coinvolgere le mamme con maggiore talento artistico e “prenderci cura” insieme a voi dei piccoli pazienti e dei loro genitori. Saremmo felici inoltre di donare giochi e libri da mettere a disposizione dei bambini.

  • Raccomandiamo l'applicazione dei dieci passi per l'allattamento UNICEF-OMS: ci piacerebbe che il reparto acquisisse i requisiti per entrare nella rete "ospedali amici dei bambini":


 




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