CONCA CASALE.  Si è svolto ed è stato proficuo l’incontro promosso dal sindaco di Conca Casale, Luciano Bucci, in accordo con l’associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente”. Data l’importanza delle tematiche affrontate, sarebbe stato lecito attendersi la presenza compatta dei sindaci dei comuni orbitanti attorno alla Piana di Venafro. Così non è stato. Tra gli “assenti eccellenti” anche il presidente della Provincia di Isernia. Le attente “Mamme” hanno pubblicato comunque un resoconto dell’incontro:

L’associazione ringrazia Il sindaco di Conca Casale Luciano Bucci, il Sindaco di Montaquila Franco Rossi e, per il Sindaco di Venafro, l’Assessore all’Ambiente Marco Valvona. Di fatto, con la loro presenza collaborativa all’incontro, con l’assunzione di impegni ben precisi, le tre amministrazioni hanno dimostrato vera sensibilità e grande determinazione nel voler affrontare le problematiche relative alle criticità ambientali al fine di difendere la salute dei cittadini che loro rappresentano. Consci anche della grave responsabilità che investe la figura del Sindaco quale maggiore responsabile della salute pubblica. Assenti: il Sindaco di Monteroduni Custode Russo, il Sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli (Comune nel cui territorio insiste l’impianto Herambiente), il Sindaco di Sesto Campano Luigi Paolone (Comune nel cui territorio insiste l’impianto Colacem) nonché il Presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia. L’associazione ha ricordato che il territorio della Valle del Volturno è da anni soggetto a notevoli immissioni di sostanze inquinanti emesse da impianti definiti insalubri di Prima Classe, e come l’applicazione del principio di precauzione è troppo spesso sottovalutato anche se, con sentenza del Consiglio di Stato la n. 4227/2013 , si “fa obbligo alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica…”. L’associazione ha voluto sottolineare che la criticità della situazione è testimoniata da diverse analisi e rilevamenti eseguiti sul territorio. Per tutte si sono menzionate le analisi eseguite dall’istituto zooprofilattico di Teramo che hanno chiaramente messo in evidenza come la diossina sia entrata nella catena alimentare. Infatti a fronte di due campioni non conformi, il venti per cento delle indagini eseguite hanno registrato valori di diossina superiori al livello di Azione. Inoltre le stesse risultanze del piano di monitoraggio per Herambiente ex Energonut hanno messo in evidenza valori critici per mercurio e cadmio”.