RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA ANTONIO FEDERICO – PORTAVOCE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Dal dibattito in corso sugli emendamenti al Decreto Rilancio in tema sanità, è emerso un concetto chiarissimo per l’intero Gruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera: bisogna vincolare l’erogazione di risorse pubbliche destinate alle strutture private ad attività assistenziali concordate ed effettivamente svolte oltre che a costi effettivamente sostenuti. È impensabile pagare prestazioni mai erogate.

Questa è la posizione condivisa da me e dal resto del direttivo M5S alla Camera con il capogruppo Davide Crippa. Una posizione consolidata che certifica l’impegno del MoVimento 5 Stelle a difesa di una sanità pubblica e di qualità.

Sotto quest’ottica siamo al lavoro su alcuni emendamenti al Decreto Rilancio per inquadrare meglio le norme che disciplinano il rapporto tra sanità pubblica e privata.
L’emergenza ha dimostrato l’importanza della leale collaborazione tra pubblico e privato per fronteggiare le difficoltà, tuttavia le risorse statali devono essere utilizzate per offrire ai cittadini servizi reali e rispondenti ai loro bisogni. Non possiamo permetterci di sperperarle, a maggior ragione in un periodo delicato.

Ciò, soprattutto per le regioni in Piano di rientro, vorrà dire impedire i rimborsi forfettari e il pagamento dell’extrabudget per i pazienti extraregionali, meccanismo che il MEF ha sempre individuato come uno degli ostacoli per ripianare il debito sanitario in Molise. Da anni ripeto che la partita dell’extrabudget per i ‘fuori regione’ va risolta con accordi chiari in Conferenza Stato-Regioni e questa può essere l’occasione buona.

Abbiamo l’opportunità e il dovere di porre fine ai tagli alla sanità, allo spreco di risorse pubbliche, alle inefficienze e alla poca trasparenza. L’emergenza rappresenti davvero l’occasione per riposizionare al centro delle politiche sanitarie del Paese l’universalità e l’accessibilità delle cure. Ci auguriamo che le altre forze politiche la pensino allo stesso modo e lo dimostrino.