La regione e l’Asrem si attivino in tempi rapidi somministrando anche a noi le dosi consigliate”.

Che esistessero i furbetti del vaccino ormai ne siamo tutti a conoscenza nostro malgrado, ma che esistessero pure elenchi e sotto elenchi degli aventi diritto all’interno di una stessa categoria di soggetti destinatari del vaccino, mi trova davvero disorientata. Sono una farmacista iscritta all’ordine dei farmacisti della provincia di Campobasso dal lontano 1987 e ho dato, come tutti i miei colleghi, il consenso alla somministrazione del vaccino Pfizer.

Lo scorso 15 gennaio tramite Pec ho compilato e inviato il modulo che l’ordine aveva precedentemente inoltrato a ognuno di noi per conoscerne la disponibilità. Ho proceduto come i miei colleghi al consenso, ma tristemente vengo a conoscenza che l’ordine di appartenenza ha provveduto a inviare un elenco, distinguendo i farmacisti titolari di farmacia da quelli operanti in altro ambito.  Siamo stati inseriti in un elenco subordinato, senza considerarne l’età anagrafica, escludendoci così dal triage vaccinale. I colleghi farmacisti che lavorano nelle farmacie sono rientrati nelle categorie prioritarie, noi operanti in altro ambito, ma pur sempre sanitario, come le parafarmacie o negli esercizi che vendono farmaci ad uso veterinario a contatto quotidianamente con il pubblico, siamo rimasti fuori dal triage precedente e non sappiamo neppure quando sarà il nostro turno.

Ma, cosa ancor più grave, abbiamo atteso impazienti e mai nessuno, si è preoccupato di comunicarci che non era questione di lunga attesa, quanto invece del mancato riconoscimento all’interno della categoria prioritaria. Lo scopriamo per caso. Perché l’ordine di appartenenza non ci ha informato a tal riguardo? Mi sono sentita un’operatrice sanitaria di fascia B, nonostante in questi lunghi mesi di pandemia ho prestato il mio servizio come direttrice all’interno della parafarmacia e ingrosso di farmaci veterinari al pari di tutti i miei colleghi. Insieme ad alcuni colleghi abbiamo dato mandato ai legali di supportarci in un’azione legale congiunta, che possa tutelarci, garantendo la somministrazione del vaccino, ovviamente in tempi celeri.

Non vogliamo certamente saltare la fila, ma non vogliamo neppure essere gli ultimi della fila.

Campobasso, 1 marzo 2021

 

Dott.ssa Maria Assunta Campolieti